Akirachix: donne, geeks e africane

Akirachix non è l’urlo di guerra di una tribù indiana, anche se la fondatrice di questa organizzazione keynota è piuttosto combattiva nelle idee e nelle intenzioni di “coinvolgere il maggior numero di donne nella rivoluzione tecnologica africana”.

Judith Owigarnel ha fondato Akirachix (http://akirachix.com/) nel 2010, quando un gruppo di ragazze di Nairobi, dopo aver participato all’annuale edizione di iHub, ha deciso di unirsi per creare un network di donne che lavorano nel campo della tecnologia. Con l’obiettivo di dare visibilità al loro lavoro e aumentare il numero di africane impiegate in questo settore. “La tecnologia è uno dei fattori che sta trascinando la ripresa economica dell’Africa e c’è un enorme potenziale per massimizzare il lavoro delle donne in questo campo. Solo il 15% delle africane è coinvolto nell’innovazione tecnologica del continente e questa percentuale è un’anomalia che va cambiata”, sostiene Judith, che recentemente è stata segnalata dalla CNN tra i 10 leader africani da seguire nel campo della tecnologia.

Akirachix lavora con professioniste già affermate, con docenti universitare e studentesse. Organizza corsi e programmi di formazione per fornire conoscenze tecnologiche e imprenditoriali di base alle ragazze nelle aree più povere di Nairobi.

A sostenere il lavoro di Akirachix è anche il governo finlandese e l’azienda Nokia, che con 35mila dollari hanno finanziato un progetto di mobile networkting sociale al femminile.

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