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Campagne sociali online | La top 10 del 2013

Abbiamo raccolto per voi le 10 migliori campagne non profit del 2013, scelte tra quelle che hanno saputo sfruttare internet e il linguaggio dei social media per diffondere idee e consapevolezza sulle tematiche dei diritti umani e della cooperazione internazionale garantendo dignità alle comunità coinvolte nella modalità di comunicare.

di Donata Columbro

In ordine sparso (non abbiamo dato voti), trovate in questa lista le organizzazioni e le campagne che ci sono piaciute di più:

1. AFRICA FOR NORWAY – Let’s save Africa
I norvegesi dell’ironica campagna natalizia “RadiAid” sono tornati a novembre con un nuovo video contro l’immagine pietistica dell’Africa che le organizzazioni non governative contribuiscono a veicolare con le loro campagne di raccolta fondi. Nel mirino del nuovo videoclip, gli attori e i registi di uno spot promozionale a favore dei “poveri bambini africani”.

 

2. AMNESTY INTERNATIONAL (Nuova Zelanda) – Trial by timeline
Un’applicazione fa lo scan del tuo profilo Facebook e, attraverso le informazioni che ne ricava, ti dice in quali regimi e per quali crimini potresti essere processato. Far diventare l’utente il protagonista al centro della campagna è sempre un’ottima strategia.

3. UNHCR – Routine is fantastic e bombe su Trastevere
Attraverso l’hashtag #routineisfantastic le persone sono invitate a riconsiderare e ad apprezzare la propria routine contrapponendola al dramma dei rifugiati che hanno perso ogni singola cosa che faceva parte della loro quotidianità. La campagna è stata lanciata da un evento in cui un palazzo del quartiere romano di Trastevere veniva bombardato attraverso una simulazione di luci, con tanto di lancio di granate e spari alle finestre, per far vivere ai presenti “una situazione molto realistica di ciò che accade quando la guerra si affaccia nella vita quotidiana spezzando la routine di milioni di donne e uomini”, come ha spiegato Federico Clementi, responsabile raccolta fondi dell’Unhcr.

4. MAMA HOPE – Stop the pity
La campagna Stop the Pity, lanciata dall’associazione Mama Hope all’ultimo festival SXSW di Austin, mira a comunicare un’immagine non stereotipata dell’Africa, non vittima ma protagonista del cambiamento. In una delle clip Alex, un bambino tanzaniano di 9 anni che ama i film d’azione, racconta la trama di “Commando” con Arnold Schwarzenegger. Alex si mostra subito come un bambino estremamente intelligente, pieno di fantasia e creatività. Il messaggio arriva chiaro e forte: l’Africa non ha bisogno della nostra pietà ma di opportunità per sviluppare tutto il suo potenziale.

5. UN WOMEN – diritti negati
Hai mai provato a cercare la frase “le donne non possono…” su Google? Lo ha fatto l’Onu, con questa nuova campagna di UN Women, che ha usato la funzione di completamento automatico del motore di ricerca per dimostrare quanto la diseguaglianza tra i sessi sia diffusa in tutto il mondo.

6. ACTION AID ITALIA – Dona il tuo profilo
Attraverso il sito donailtuoprofilo.it per un certo periodo di temo è stato possibile “cedere il proprio spazio personale sui social network a una delle storie che ActionAid sostiene in tutto il mondo”, come quella di Ajmira per i diritti delle donne indiane; di Emelyne, 11 anni, che abita in Burundi per il diritto allo studio di tutti i bambini; di Abel, un contadino brasiliano per il diritto alla terra, oppure quella della Scuola G. Rodari per il diritto dei giovani de L’Aquila ad avere un futuro. Bella l’idea di dare voce a chi non ce l’ha.

7. SAUDI WOMEN DRIVING – No woman no drive
Un ironico sostegno alla protesta delle donne saudite contro il divieto a guidare, realizzato dal comico Hisham Fageeh che ha diffuso una sua versione di No woman, no cry, diventata per l’occasione No woman, no drive (“no, donna, non guidare”). Il testo prende in giro la legge in vigore e le argomentazioni ridicole di chi impone il divieto (chi in Arabia Saudita è favorevole al mantenimento del divieto, ad esempio, sostiene che la guida danneggia le ovaie delle donne).

8. UNICEF – non basta un ‘mi piace’ per salvare una vita.
Likes don’t save lives. Money does”: questo lo slogan di una campagna di UNICEF Svezia contro il “click-attivismo” per sensibilizzare i sostenitori dell’organizzazione ad offrire un aiuto concreto invece di limitarsi a un “Mi piace” su Facebook. La stessa agenzia in periodo natalizio ha evidenziato il concetto con una campagna ironica e irriverente che mette insieme Gesù, madre Teresa di Calcutta e Gandhi a confronto con un cittadino comune, anche lui inserito tra le persone che hanno contribuito a cambiare il mondo. Come? Attraverso un banner online che tutti possono cliccare per donare all’Unicef. Insomma, se il concetto ancora non vi è chiaro, i mi piace non bastano, servono anche i soldi.

 

9. CLIMATE REALITY PROJECT – What I love
What I Love è un sito progettato dal Climate Reality Project come una sorta di webdoc interattivo, in cui gli utenti navigano scegliendo le cose che amano di più al mondo e senza le quali non possono vivere. Ognuna delle scelte si può esplorare tramite una navigazione che fa scoprire più informazioni su ogni “oggetto”. Alla fine ci viene chiesto se vogliamo “salvare” le cose che amiamo dal pericolo del cambiamento climatico con una petizione.

10. GENTE DE CALLE – Il meteo e i senzatetto
Ottimo esempio dello uso di un’applicazione inutile come Instaweather, per mostrare la dura realtà dei senza tetto in Cile. Lo slogan sulle fotografie che dice ‘La realtà non ha filtri, aiutaci a cambiarla”, si riferisce ai filtri presenti nell’applicazione Instagram che permettono di modificare i colori delle fotografie facendo sembrare la vita “più bella”. Mentre i dati sul meteo sono reali e l’effetto è ancora più reale s”e vivi per strada”. L’obiettivo della campagna è generare consapevolezza sul tema e invitare i giovani a diventare volontari per l’associazione.

 

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