Co-design for Digital Social Innovation

In che modo l’innovazione digitale può essere uno strumento a servizio delle comunità? In questo dossier, WeMake ci guida alla scoperta della Digital Social Innovation attraverso l’approfondimento della cultura collaborativa dei Makers e dei Fablab.

Metodologie, esempi e casi studio, aiutano a comprendere come l’approccio e le metodologie del movimento maker possano essere utilizzati per realizzare soluzioni scalabili e a basso costo per la cooperazione internazionale.

Le tecniche di coprogettazione proprie di Maker e Fablab trovano ampio spazio anche in ambito educativo. Sono in grado di coinvolgere giovani, studenti e cittadini in processi di apprendimento collaborativo ed esperienziale per ideare e realizzare soluzioni in grado di rispondere efficacemente a bisogni sociali specifici.

“Co-design for Digital Social Innovation” è il terzo di un ciclo di 4 dossier realizzati nell’ambito del progetto Digital Transformation per lo Sviluppo Sostenibile, volti ad approfondire le prospettive della trasformazione digitale nell’ottica di rispondere alle sfide evidenziate dagli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile e dall’Agenda 2030.

Il primo dossier, dedicato al significato e agli impatti della trasformazione digitale, è disponibile qui.

Il secondo dossier, dedicato all’intelligenza artificiale al servizio dell’uomo, è disponibile qui.

#SIAMOTUTTIMIGRANTI

Come raccontare la complessità e l’importanza delle migrazioni attuali coinvolgendo attivamente i giovani? Amici dei popoli ONG, con il suo team di educatori, ci ha provato in due classi dell’ITI Severi e in una classe del Liceo Duca d’Aosta di Padova, nell’ambito del progetto Digital Transformation per lo Sviluppo Sostenibile, cofinanziato dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione Internazionale (AICS).

L’obiettivo che ha guidato le attività è stato creare uno spazio privilegiato alla narrazione, intesa come modalità per affrontare tematiche complesse. Gli esseri umani hanno, infatti, da sempre raccontato storie attraverso modalità di narrazione differenti. Ascoltare racconti, crearne di nuovi, svilupparli, ha il potere di coinvolgere emotivamente chiunque, insegnando e divertendo. Legare la costruzione di un racconto all’uso delle tecnologie digitali, inoltre, offre la possibilità di rielaborare e curare il materiale esistente, per la creazione di visioni nuove, stimolando il pensiero critico. Incentiva poi gli studenti a esplorare e scoprire, oltre che ricordare più efficacemente. Infine, utilizzare strumenti vicini ai ragazzi garantisce assenza di costi e coinvolgimento diretto.

I ragazzi della 4°ID e della 5°MB dell’ITI Severi hanno utilizzato le tecnologie digitali per la creazione di una narrazione nuova e interattiva. I primi incontri sono stati dedicati alla tematica degli obiettivi di sviluppo sostenibile e all’Agenda 2030, intesa come documento che riconosce il contributo delle migrazioni allo sviluppo sostenibile. Da qui è avvenuto il passaggio alla tematica delle migrazioni stesse, analizzando i fattori di spinta, le sfide e i vantaggi, le motivazioni che spingono alcune persone a scegliere la via irregolare per arrivare in Europa. Si è andati avanti comparando i vari passaporti, cercando di capire quali sono i Paesi in cui le persone hanno più difficoltà a viaggiare e in quanti Paesi si può viaggiare senza visto avendo il passaporto italiano.

Infine, per raccontare come il viaggio, lo spostamento, ha sempre accompagnato la storia di ogni Uomo, i ragazzi hanno costruito e proposto diverse storie, votando le migliori e le più semplici da realizzare. Partendo dalla storia della sorella di uno dei ragazzi, e di un ragazzo stesso della classe, si è arrivati a creare un prodotto finito, interattivo e in forma digitale, pensato, realizzato e impreziosito interamente dai ragazzi. I corti sono stati arricchiti con frame realizzati attraverso il programma di animazione Powtoon, e sono state scelte musiche e immagini gratuite prive di copyright. A questi link si possono ascoltare le storie di Maria Vittoria e di Lorenzo:

Con la classe 2°G del Liceo Duca d’Aosta di Padova, invece, l’obiettivo è stato quello di stimolare la curiosità e il pensiero critico sugli obiettivi di sviluppo sostenibile e sulle migrazioni attraverso strumenti digitali accessibili e gratuiti vicini ai ragazzi. Si sono avvicinati agli SDG attraverso il programma Menti.com e lo strumento per la creazione di infografiche online Canva; hanno poi voluto inserire i contenuti di ogni incontro all’interno di un blog, realizzato attraverso Google Sites. Individuando delle storie interessanti, o dei sogni condivisi sul viaggio hanno tracciato i flussi migratori all’interno di una mappa.

Non solo gli studenti, ma anche gli insegnanti si sono sentiti coinvolti, recependo il valore e l’importanza degli strumenti digitali come ausilio efficace anche all’interno della didattica formale.

Foto di copertina di jacqueline macou da Pixabay.


Quando l’economia circolare entra in classe

Prendi un tema di Educazione alla Cittadinanza Globale, abbinalo a un role playing con l’uso di strumenti digitali e inseriscilo nelle scuole secondarie di Roma: questa è la formula del workshop “Economia Circolare e Nuove Tecnologie”, promosso dalla ONG COMI – Cooperazione per il mondo in via di sviluppo – all’interno del progetto Digital Transformation per lo Sviluppo Sostenibile e cofinanziato dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione Internazionale (AICS).

a cura di Consuelo Cammarota (COMI)

Portare in aula l’economia circolare è una scelta formativa estremamente attuale e doverosa: nasce dall’esigenza di educare gli studenti alla sostenibilità, di far comprendere perché un modello economico alternativo è possibile e sempre più necessario, di rispondere alle sfide evidenziate dagli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030, e di trasmettere competenze digitali che ormai sono fondamentali per trovare lavoro.

Si può dire tutto molto bello. Ma, concretamente: cosa abbiamo fatto, e come abbiamo coinvolto gli studenti?

Abbiamo proposto un workshop dal contenuto estremamente attuale – l’Unione Europea ha approvato le 4 direttive conosciute come “pacchetto dell’economia circolare” l’anno scorso – utilizzando metodi di apprendimento partecipativi per coinvolgere i ragazzi in un gioco di ruolo che permette loro di assimilare i concetti in modo attivo e di elaborare i contenuti attraverso le ICTs.

Tutti gli incontri sono stati svolti nell’aula computer degli istituti coinvolti, e si sono articolati in 3 moduli:

  • il primo dedicato alle problematiche dell’attuale modello economico e ai vantaggi di un sistema circolare;
  • il secondo alla spiegazione di vari programmi open-source (Canva, Easelly, Prezi, Kahoot, Google My Maps, etc.) e alla realizzazione in aula del materiale digitale pertinente;
  • il terzo al vero e proprio gioco di ruolo.

Ogni classe è stata suddivisa in 5/6 gruppi di lavoro e a ogni gruppo di lavoro è stato assegnato un ruolo specifico da interpretare (dirigente della Apple, dirigente filiale italiana McDonald’s, attivista Greenpeace, dirigente azienda di elettrodomestici, consumatore “frettoloso” e critico, etc.) simulando una vera e propria indagine conoscitiva del Parlamento italiano.

L’obiettivo del gioco, era quello di convincere i parlamentari (impersonati dai docenti e dai formatori) a redigere una proposta di legge sull’economia circolare che fosse in linea con gli interessi economici e sociali del ruolo assegnato. Come? Attraverso una presentazione di 5 minuti per gruppo, supportata da dati e argomentazioni valide e utilizzando un supporto audiovisivo, che non fosse un semplice PowerPoint ma una presentazione interattiva, convincente, arricchita da infografiche e video

Per calarsi nei vari personaggi, i ragazzi hanno interiorizzato concetti chiave come il cambiamento climatico o l’obsolescenza programmata e, allo stesso tempo, hanno acquisito competenze digitali e comunicative per trasmettere le informazioni in maniera efficace e con un certo impatto visivo (infografiche, video, presentazioni e mappe interattive).

Come contenitore del materiale didattico usato in aula e delle presentazioni realizzate, è stato inoltre creato un Google Sites assieme agli studenti delle due scuole superiori ISPOA Tor Carbone e Convitto Vittorio Emanuele.

“Ci sono tante cose che ci fanno male eppure le facciamo lo stesso”, così diceva Aldo Fabrizi nel ruolo di Don Pietro Pellegrini nel celebre film Roma città aperta. Ci sono tante cose che ci fanno male, e dobbiamo cambiare il modo di farle: questo è il messaggio fondamentale che i ragazzi hanno appreso.

Photo credits: Pexels


Siamo fatti della stessa sostanza

Aumentare la parità di genere è uno degli obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030 ed è la tematica sulla quale si sono concentrati numerosi workshop promossi dall’associazione ASPEm – Associazione Solidarietà Paesi Emergenti – di Cantù (CO) nell’ambito del progetto Digital Transformation per lo Sviluppo Sostenibile.

Le attività sono state sviluppate con gruppi giovanili del territorio comasco che si sono dimostrati interessati e sensibili all’argomento e che, attraverso alcuni stimoli proposti dagli operatori e attraverso la metodologia partecipata dell’’Open Space Technology, hanno avviato confronti e dibattiti su che cosa sia veramente la parità di genere e su come possa essere garantita tramite attitudini e gesti quotidiani.

I ragazzi e le ragazze hanno approfondito alcuni temi come la situazione nel mondo del lavoro e le tipologie di giochi “consigliate” per maschi e femmine, in cui la parità non risulta essere sempre rispettata e tutelata.

Attraverso l’utilizzo di tecniche artistiche quali il collage e l’uso di applicazioni e programmi digitali (tra cui Sketch, Paint 3D, Photo Editor e Photoshop) e guidati dal supporto dell’illustratrice canturina Michela Moscatelli, in arte Micilicis, sono state create immagini di denuncia sociale e di promozione di buone pratiche.

L’obiettivo del lavoro è stato quello di portare alla luce, raccontare, descrivere e documentare una situazione a forte impatto sociale, per cercare di sensibilizzare, far riflettere e infine portare a un cambiamento nella società.

Le immagini realizzate dai partecipanti contengono critica, provocazione ed ironia, puntano il dito, nascono con l’intenzione di indagare e approfondire alcuni meccanismi sociali che spesso è complesso rendere evidenti e accettare. Hanno lo scopo di colpire direttamente la sensibilità degli individui con un grande impatto emotivo.

L’uso innovativo degli strumenti digitali ha permesso ai giovani partecipanti di affrontare la tematica della parità di genere mettendo in luce certi aspetti di cui spesso si ha il “sentore”, ma che si evita di analizzare nel dettaglio e di affermare con creatività che tutti, donne e uomini, “siamo fatti della stessa sostanza”.



Photo credit: le immagini presenti nell’articolo sono state create dai giovani che hanno partecipato ai workshop.


Digging deeper

Conoscere i molteplici aspetti del fenomeno migratorio, acquisendo competenze tecniche, al fine di indagare la realtà e, allo stesso tempo, essere in grado di comunicare le informazioni raccolte in maniera sistematica e puntuale, è questo l’obiettivo del lavoro svolto dalle classi 2^A e 2^N del Liceo Laura Bassi di Bologna, grazie al supporto del team di educatori di Amici dei Popoli ONG.

Il percorso realizzato ha portato ragazzi e ragazze a riflettere in primo luogo, su quelli che sono stereotipi e pregiudizi più comuni riguardo alle migrazioni e in seguito, ad approfondire i temi emersi attraverso un’attività di ricerca.

Perché le persone decidono di partire? Quali sono i fattori che concorrono alla costruzione di un progetto migratorio? Che significato può assumere questo tipo di viaggio in termini di aspettative, desideri, pericoli, opportunità e diritti? Queste le domande che gli studenti e le studentesse si sono posti e alle quali hanno in un primo momento cercato di dare delle risposte, partendo dalla propria esperienza, esprimendo le proprie opinioni. Le discussioni sono state stimolate avvalendosi di strumenti digitali quali ad esempio Kahoot, una piattaforma per la presentazione di quiz interattivi che consente di utilizzare gli smartphone come pulsantiere.

È stato in seguito proposto agli studenti e alle studentesse di contestualizzare quanto emerso scegliendo di analizzare il caso della Nigeria, Paese che nonostante il periodo di crescita, sia da un punto di vista economico che in termini di fermento culturale, conta un’altissima percentuale di migranti. Partendo dall’approfondimento di temi quali la dicotomia crescita/sviluppo, e la eventuale correlazione tra povertà e migrazione, gli studenti hanno compiuto un lavoro di ricerca analizzando dati inerenti alla situazione socio/economica della Nigeria, sistematizzando quanto emerso attraverso la costruzione di infografiche con l’ausilio di Canva, un sito web di graphic-design semplificato. I contenuti creati da ogni ragazzo sono stati poi condivisi sulla piattaforma Google Drive di classe, creata appositamente al fine di condividere il materiale necessario, scambiare informazioni e suggerimenti riguardo ai lavori realizzati sia tra studenti che tra studenti e insegnante.

Infine, i ragazzi e le ragazze hanno indossato a tutti gli effetti i panni dei ricercatori, strutturando un questionario volto ad indagare percezioni e sentimenti della comunità riguardo al fenomeno migratorio. Individuato l’obiettivo della ricerca e il target di riferimento, hanno poi definito le domande, strutturato il questionario utilizzando lo strumento Moduli di Google e diffuso lo stesso ai propri contatti, amici e familiari.

I ragazzi e le ragazze hanno accolto con entusiasmo la possibilità di cimentarsi in prima persona, sperimentando metodologie partecipative attraverso l’utilizzo di strumenti digitali. È stato per loro interessante scoprire nuovi modi, semplici ed efficaci, di utilizzare strumenti di uso quotidiano come ad esempio uno smartphone per scopi didattici e professionali. Si sono sentiti protagonisti, capaci, attraverso lavori di gruppo e la creazione di spazi di condivisione di andare in profondità ampliando il proprio punto di vista sulla base di uno studio accurato del fenomeno migratorio a 360°.


Lo smartphone per guardare la città

Come usi il tuo cellulare?

Cosa ti piace della tua città e che cosa vorresti migliorare?

Queste le domande a cui hanno risposto i ragazzi della scuola secondaria di Rovellasca (CO), con i quali l’associazione ASPEm – Associazione Solidarietà Paesi Emergenti – di Cantù (CO) ha realizzato il workshop digitale “Migliora la tua città”.

Il laboratorio, realizzato nell’ambito del progetto Digital Transformation per lo Sviluppo Sostenibile, era aperto a gruppi eterogenei composti da alunni di diverse classi che hanno aderito volontariamente alle attività proposte.

Questa volontà di partecipazione ha trovato riscontro nell’attivazione delle ragazze e dei ragazzi che con impegno hanno seguito gli incontri dedicati all’uso consapevole dello smartphone, al fotoreportage come strumento di analisi e ricerca e all’osservazione critica della città in relazione agli obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030.

“Siamo andati in giro per il paese a fotografare dei paesaggi che magari non avevo mai notato nello specifico…”

La tecnica della fotografia digitale è stata approfondita e per i giovani partecipanti è diventata uno strumento per acquisire consapevolezza del proprio territorio, inteso come insieme di persone e servizi, e per diventare cittadini attivi. Il telefono cellulare ha ora qualche funzione in più e si trasforma in un oggetto con cui guardare la città, evidenziarne i dettagli e immortalarne gli elementi migliorabili. Un occhio in più sul mondo con il quale inquadrare e analizzare l’ambiente circostante.

“… poi ho scoperto che per fare foto belle si deve posizionare il soggetto non al
centro, ma in alcuni punti di forza.”

In seguito al workshop, gli alunni hanno proposto di sottoporre le loro osservazioni alla scuola e all’amministrazione comunale, con la speranza e l’impegno di rendere più accogliente e sostenibile la città in cui stanno crescendo e acquisendo consapevolezza del proprio ruolo di membro di una comunità.


L’intelligenza artificiale al servizio dell’uomo

Sempre più spesso sentiamo parlare di Intelligenza Artificiale, Machine Learning, Deep Learning, Chatbot, ma non sempre è facile capire appieno il significato e l’importanza di queste tecnologie potentissime che stanno rivoluzionando il nostro modo di lavorare e vivere

Consoft Sistemi ha realizzato questa breve guida per fare chiarezza sul loro preciso significato, comprendere quali sono i possibili ambiti di applicazione, e le conseguenze del loro utilizzo, in particolare nel sociale e nei paesi del Sud del Mondo.

“L’intelligenza artificiale al servizio dell’uomo” è il secondo di un ciclo di 4 dossier realizzati nell’ambito del progetto Digital Transformation per lo Sviluppo Sostenibile, volti ad approfondire le prospettive della trasformazione digitale nell’ottica di rispondere alle sfide evidenziate dagli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile e dall’Agenda 2030.

Il primo dossier, dedicato al significato e agli impatti della trasformazione digitale è disponibile qui.


Frontiere digitali

Uso consapevole delle ICT e cittadinanza

ORISTANO 29 maggio 2019

Osvic, in collaborazione con l’Università di Sassari e al Centro Servizi Culturali di Oristano, organizza un seminario dedicato ad approfondire le dinamiche psicologiche che ci guidano nella navigazione online al fine di promuovere una cultura della consapevolezza e della prevenzione di fenomeni e patologie collegate all’utilizzo eccessivo delle tecnologie digitali.

L’iniziativa, collocata all’interno del progetto “Digital Transformation per lo Sviluppo Sostenibile. Percorsi formativi sull’uso consapevole delle tecnologie digitali per l’Educazione alla Cittadinanza Globale”, cofinanziata dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo e da Compagnia di San Paolo, sarà caratterizzato da due momenti:

  • il primo di approfondimento teorico,
  • il secondo di  pratica laboratoriale.

Il seminario, della durata di un totale di 6 ore è rivolto specificamente agli studenti universitari della Sardegna, ma è aperta anche a coloro che operano con e a servizio delle giovani generazioni (docenti di Istituti di ogni ordine e grado, educatori, operatori sociali).

Nel corso del seminario verranno affrontati i seguenti argomenti

  • la Media Education;
  • le problematiche relative a un utilizzo non consapevole e sicuro di internet e delle tecnologie (sexting, uso improprio di Social Network e di Giochi online);
  • le web-dipendenze.

Le attività si terranno la mattina presso la sede Osvic, in via Goito 25 a Oristano.

Il pomeriggio presso il Centro Servizi Culturali di Oristano, via Carpaccio 9.

Relatori

Simone Gargiulo

Psicologo. Responsabile scientifico, formatore e relatore in convegni, in incontri e corsi di sensibilizzazione, in progetti di prevenzione e contrasto al bullismo, al cyberbullismo, ai pericoli del web e alle dipendenze comportamentali rivolti agli alunni di ogni ordine e grado, ai genitori, agli insegnanti e agli operatori sociali della Sardegna. Autore, in collaborazione con la Cattedra di Psicologia della Formazione dell’Università degli Studi di Cagliari, della ricerca scientifica “Le rappresentazioni sociali del bullismo veicolate dalla carta stampata” (S. Gargiulo, F. Marini, M. Agus, 2008). Autore e curatore dell’ebook “Sicuramente connessi. Opportunità e rischi di internet, dal cyberbullismo alle web-dipendenze”(2019, editoebookscuola.com) rivolto ai docenti di ogni ordine e grado con riconoscimento dal MIUR. Autore e curatore dell’ebook “Sicuramente Connessi: affrontare il cyberbullismo, la dipendenza tecnologica e i pericoli della rete”(2019, editoebookecm.it) rivolto agli educatori professionali, psicoterapeuti, neuropsichiatri infantili, psichiatri e psicologi.

Cristiano Depalmas

Laureato in Pedagogia, Psicologia e Scienza delle Formazione e dell’Educazione. È docente a contratto nel Corso di Scienze Umane e Psicopedagogiche Fondamentali presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università degli Studi di Sassari. Attualmente si occupa di minori e processi rieducativi, di Medical Education e di Media Education, con diverse pubblicazioni nazionali ed internazionali all’attivo.

Filippo Sanna

Architetto e collaboratore OSVIC.

Paola Gaidano

Responsabile Programmi Italia OSVIC.

L’Educazione un obiettivo trasversale a tutti gli SDGs

L’educazione può essere considerata il vero motore dello sviluppo. È in grado di innescare un cambiamento positivo nella vita del singolo individuo, della sua comunità e più in generale del mondo.

di Viviana Brun

All’educazione è stato dedicato il 4 Obiettivo di Sviluppo: “Fornire un’educazione di qualità, equa ed inclusiva, e opportunità di apprendimento per tutti“. Questo obiettivo però non è un obiettivo come tutti gli altri. L’educazione contribuisce in maniera decisiva allo sviluppo sostenibile ed è la precondizione per il raggiungimento di tutti gli altri 17 obiettivi, non ne è solamente parte integrante.

Senza un buon livello d’istruzione, infatti, non è pensabile che si sviluppi un’attenzione verso tematiche come quelle ambientali o legate al genere, che si possano avviare efficacemente processi per ridurre la povertà o per migliorare la salute e l’accesso alle cure sanitarie.

Rispetto agli altri Obiettivi di Sviluppo Sostenibile,

l’educazione non è un obiettivo di per sé,

è uno strumento per raggiungere gli altri obiettivi.

Janine Händel

Per rendere ancora più visibile questo aspetto, il Financial Times in collaborazione con Credit Suisse hanno creato questa infografica animata, evidenziando la centralità di questo obiettivo e la sua relazione con tutti gli altri.

Clicca sulla mappa per interagire con l’infografica.

Source: The value of knowledge

Il viaggio di Boye

“Fame, pericoli, stanchezza.

La fatica di affrontare un duro viaggio lontano dalla famiglia senza una precisa meta.

L’ importante è andare via.

La speranza di raggiungere un posto migliore, di riuscire a costruirsi un futuro altrove.

Il coraggio di affrontare il mare e la tempesta.

Arrivare in Italia e dover fare i conti con gli stereotipi della gente e con la poca organizzazione dei centri di accoglienza.

Boye però avrà poi la fortuna di incontrare Leo, che, lontano da ogni pregiudizio, gli darà la possibilità di vivere con lui e la sua famiglia, pronta a dargli fiducia.

Felicità, vita.”


Si presenta così il lavoro collettivo della classe 4° G di Scienze Umane dell’I.I.S. Curie Vittorini di Grugliasco (Torino), un sito web che racconta la storia di Boye un giovane ragazzo arrivato in Italia dalla Guinea Conakry che ha dovuto affrontare un viaggio lungo e fatto di tante tappe dolorose e difficili prima di arrivare in Italia.

Esplorando le tappe del suo viaggio si può scoprire la sua storia.

Il sito è frutto del percorso laboratoriale Obiettivi di sviluppo sostenibile e migrazioni promosso dal Coordinamento Comuni per la Pace – Co.Co.Pa. nell’ambito del progetto Digital Transformation per lo sviluppo sostenibile.

Gli strumenti digitali e del web sono sembrati i più adatti a ospitare e a diffondere tutti i materiali realizzati dalle studentesse durante il percorso.

Il sito web, che nel corso dei prossimi mesi verrà popolato di nuovi contenuti, è stato pensato dalle 4°G come strumento utile a diffondere la storia di Boye nelle altre classi e tra i propri coetanei.

Per la classe confrontarsi con la storia di Boye è stato un modo per capire cosa vuol dire migrare, andare oltre i numeri e calarsi nell’esperienza di un loro coetaneo. Tante sono le ragioni per cui si è costretti o per cui si vuole lasciare la propria casa, il viaggio è troppo spesso crudele, l’accoglienza in Italia e in Europa lontana dalle aspettative di chi finalmente crede di essere arrivato nel luogo dove ricostruire la propria vita. La solidarietà e la conoscenza reciproca però possono fare una grande differenza.