Lo smartphone per guardare la città

Come usi il tuo cellulare?

Cosa ti piace della tua città e che cosa vorresti migliorare?

Queste le domande a cui hanno risposto i ragazzi della scuola secondaria di Rovellasca (CO), con i quali l’associazione ASPEm – Associazione Solidarietà Paesi Emergenti – di Cantù (CO) ha realizzato il workshop digitale “Migliora la tua città”.

Il laboratorio, realizzato nell’ambito del progetto Digital Transformation per lo Sviluppo Sostenibile, era aperto a gruppi eterogenei composti da alunni di diverse classi che hanno aderito volontariamente alle attività proposte.

Questa volontà di partecipazione ha trovato riscontro nell’attivazione delle ragazze e dei ragazzi che con impegno hanno seguito gli incontri dedicati all’uso consapevole dello smartphone, al fotoreportage come strumento di analisi e ricerca e all’osservazione critica della città in relazione agli obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030.

“Siamo andati in giro per il paese a fotografare dei paesaggi che magari non avevo mai notato nello specifico…”

La tecnica della fotografia digitale è stata approfondita e per i giovani partecipanti è diventata uno strumento per acquisire consapevolezza del proprio territorio, inteso come insieme di persone e servizi, e per diventare cittadini attivi. Il telefono cellulare ha ora qualche funzione in più e si trasforma in un oggetto con cui guardare la città, evidenziarne i dettagli e immortalarne gli elementi migliorabili. Un occhio in più sul mondo con il quale inquadrare e analizzare l’ambiente circostante.

“… poi ho scoperto che per fare foto belle si deve posizionare il soggetto non al
centro, ma in alcuni punti di forza.”

In seguito al workshop, gli alunni hanno proposto di sottoporre le loro osservazioni alla scuola e all’amministrazione comunale, con la speranza e l’impegno di rendere più accogliente e sostenibile la città in cui stanno crescendo e acquisendo consapevolezza del proprio ruolo di membro di una comunità.


Uno sguardo “digital” per lo sviluppo sostenibile

Indossare visori tecnologici per sperimentare in maniera realistica la situazione dei migranti nel Mediterraneo, oppure per entrare nel vivo di un’alluvione e percepire in maniera impattante gli effetti del cambiamento climatico. O ancora gettare uno sguardo tridimensionale in una fabbrica di scarpe cinese realizzata in Etiopia per imparare a interrogarsi sull’importanza di garantire un lavoro dignitoso a tutti, a partire da un rapido sguardo delle proprie suole ai piedi.

I laboratori “Digital Transformation per lo Sviluppo Sostenibile” promossi da Progettomondo.mlal in alcune scuole superiori di Verona, Vicenza e Rovereto hanno coinvolto oltre 400 studenti.

Nei workshop, i ragazzi e le ragazze sono stati coinvolti con un innovativo quiz online che li ha interrogarti fin da subito sulle loro competenze in materia di Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030 dell’Onu, i giovani sono stati accompagnati in un percorso studiato ad hoc per aumentare la loro consapevolezza sul mondo che li circonda.
Una delle attività consiste infatti nel far vivere agli adolescenti in prima persona le tematiche dei cosiddetti SDGs, invitandoli a porre attenzione sulla loro giornata tipo, a partire da quando si svegliano in una casa riscaldata, fanno colazione con cibo prodotto in varie parti del mondo, e prendono l’autobus o altri mezzi per raggiungere i banchi di scuola.

Digitale sì, ma lontano dalle insidie! I laboratori mettono in guardia i giovani rispetto alle fake news e alle “trappole” del web, fornendo poi ai gruppi di ragazzi gli strumenti utili e la conoscenza di software utilizzabili per elaborare il proprio personale prodotto digitale su un obiettivo condiviso.

Ognuno sceglierà poi il target a cui diffonderlo: amici, familiari, gente comune… a ciascuno il suo pubblico per promuovere lo sviluppo sostenibile attento del pianeta!


Cresciamo col mondo

Come si intersecano Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, migrazioni e tecnologie digitali?

A Moncalieri tre diversi gruppi di studenti della scuola secondaria di secondo grado, scout, volontari del servizio civile e giovani del territorio lo hanno sperimentato in tre percorsi intrecciati che sono sfociati nel lavoro collettivo raccolto nel sito web  “Cresciamo col mondo”.

Sviluppo sostenibile vuol dire anche non lasciare indietro nessuno e sul nostro territorio questo si traduce spesso nell’essere in grado di accogliere i migranti e di includere i cittadini di orgine straniera per far si che diventino parte integrante di una comunità.

Per capirne di più e per superare le barriere della paura i ragazzi della 3° B dell’Istituto Marro hanno deciso di cominciare dai “moncalieresi” svolgendo delle interviste nel quartiere popolare di Santa Maria, scoprendo che moltissime persone del quartiere sono immigrati da altre città e territori.

Anche le ragioni delle migrazioni sono state un tema che ha incuriosito i ragazzi che le hanno approfondite anche attraverso testimonianze, letture, role play, video.

Un altro passo importante è stato quello di conoscere per capire: dal sistema di accoglienza, al nuovo decreto sicurezza i gruppi giovanili hanno approfondito cosa vuol dire essere un migrante in Italia, cosa succede una volta arrivato, quali sono le possibilità di restare, quali sono i cambiamenti apportati dal decreto n.134 “sicurezza e immigrazione”. Inoltre hanno approfondito i dati relativi alle migrazioni in città, quali sono le informazioni e i servizi che possono essere utili a una persona accolta nei centri di accoglienza o che si è appena trasferita.

Tante domande a cui con metodo e lavoro di squadra i gruppi hanno dato risposta attraverso attività, approfondimenti, incontri con esperti e testimoniante di migranti di ieri e di oggi.

E le tecnologie digitali? Mapping, video making, info-grafiche, animazioni, sito web, social media campaign queste le strategie di comunicazione e informazione che i ragazzi hanno scelto come funzionali a restituire il frutto del lavoro fatto ma anche a fornire informazioni utili alla cittadinanza imparando a usare diversi strumenti digitali semplici e accessibili.

Il persorco digital a Moncalieiri è stato promosso  dal Coordinamento Comuni per la Pace e dagli Uffici Moncalierigiovane e Moncalieri Comunità della Città di Moncalieri nell’ambito del percorso Migr-azioni e in sinergia con i progetti Digital Transformation per lo Sviluppo Sostenibile e Start The Change.

Lo spazio digitale è reale

Le scuole Giulio di Torino, Maxwell di Nichelino, Natta di Rivoli e l’informagiovani di Grugliasco sono stati coinvolti in un percorso di formazione, realizzato nell’ambito del progetto “Digital Transformation per lo Sviluppo Sostenibile” mirato ad acquisire consapevolezza e a imparare a riconoscere potenziali rischi e attacchi online.

a cura di Cocopa – Coordinamento Comuni per la Pace

Nel nostro quotidiano ci ritroviamo a virere una vita non solo nel mondo fisico ma anche in quello digitale, che fisico non è ma di certo è reale. Proprio questa consapevolezza, difficile a volte da raggiungere, sta alla basa della nostra vita digitale. Come gestire la nostra identità online, le relazioni e amicizie, il tempo libero e il lavoro? Nella società virtuale si riproducono spazi di relazione sociale e, come nel mondo fisico, possono presentarsi rischi o veri e propri attacchi.

Il cyberbullismo, il cyber mobbing, il cyber stalking, sono versioni digitali di attacchi sociali, personali o collettivi, che una persona può trovarsi a vivere; essere in grado di riconoscerli e di reagire nel modo più opportuno è fondamentale per evitare o limitare i danni dell’attacco e uscire da situazioni di minaccia e aggressione.

Per approfondire questo tema alcune classi hanno deciso di aderire al percorso “Attivisti informati: hate speech e cyberbullismo” proposto dal Coordinamento Comuni per la Pace – Co.Co.Pa. nell’ambito del progetto Digital transformation per lo sviluppo sostenibile tenuto dai “sensei” di Zanshin Tech.

Zanshin tech è un’arte marziale che coniuga tecniche per gestire la propria vita digitale e le arti marziali orientali tradizionali, in un percorso di allenamento e acquisizione di consapevolezza. La pratica dello Zanchin tech che è stata messa in pratica in classe parte dal riconoscimento della propria identità digitale, dalla presa di coscienza delle informazioni che condividiamo con i nostri dispositivi per poi passare al riconoscimento di rischi e attacchi e all’acquisizione di tecniche di reazione alla situazioni di rischio o di attacco.

Per i più giovani lo Zanshin tech è un’acquisizione di capacità di autodifesa e autodeterminazione sul web che aiuta anche a riconoscere e a reagine a situazioni di bullismo anche nel mondo fisico.

Attraverso l’analisi del caso di Amanda Todd i ragazzi e le ragazze si sono allenati a riconoscere i segnali di pericolo e ad attivare diverse tecniche di reazione. Costruendo e decostruendo il caso, i ragazzi e le ragazze hanno riconosciuto situazioni vissute direttamente e indirettamente, hanno imparato che chiunque può imbattersi in una situazione spiacevole o pericolosa senza averne nessuna colpa e che saper reagire con forza e determinazione usando il proprio potere, ma anche sapendo chiedere aiuto è possibile.

L’intelligenza artificiale al servizio dell’uomo

Sempre più spesso sentiamo parlare di Intelligenza Artificiale, Machine Learning, Deep Learning, Chatbot, ma non sempre è facile capire appieno il significato e l’importanza di queste tecnologie potentissime che stanno rivoluzionando il nostro modo di lavorare e vivere

Consoft Sistemi ha realizzato questa breve guida per fare chiarezza sul loro preciso significato, comprendere quali sono i possibili ambiti di applicazione, e le conseguenze del loro utilizzo, in particolare nel sociale e nei paesi del Sud del Mondo.

“L’intelligenza artificiale al servizio dell’uomo” è il secondo di un ciclo di 4 dossier realizzati nell’ambito del progetto Digital Transformation per lo Sviluppo Sostenibile, volti ad approfondire le prospettive della trasformazione digitale nell’ottica di rispondere alle sfide evidenziate dagli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile e dall’Agenda 2030.

Il primo dossier, dedicato al significato e agli impatti della trasformazione digitale è disponibile qui.


Frontiere digitali

Uso consapevole delle ICT e cittadinanza

ORISTANO 29 maggio 2019

Osvic, in collaborazione con l’Università di Sassari e al Centro Servizi Culturali di Oristano, organizza un seminario dedicato ad approfondire le dinamiche psicologiche che ci guidano nella navigazione online al fine di promuovere una cultura della consapevolezza e della prevenzione di fenomeni e patologie collegate all’utilizzo eccessivo delle tecnologie digitali.

L’iniziativa, collocata all’interno del progetto “Digital Transformation per lo Sviluppo Sostenibile. Percorsi formativi sull’uso consapevole delle tecnologie digitali per l’Educazione alla Cittadinanza Globale”, cofinanziata dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo e da Compagnia di San Paolo, sarà caratterizzato da due momenti:

  • il primo di approfondimento teorico,
  • il secondo di  pratica laboratoriale.

Il seminario, della durata di un totale di 6 ore è rivolto specificamente agli studenti universitari della Sardegna, ma è aperta anche a coloro che operano con e a servizio delle giovani generazioni (docenti di Istituti di ogni ordine e grado, educatori, operatori sociali).

Nel corso del seminario verranno affrontati i seguenti argomenti

  • la Media Education;
  • le problematiche relative a un utilizzo non consapevole e sicuro di internet e delle tecnologie (sexting, uso improprio di Social Network e di Giochi online);
  • le web-dipendenze.

Le attività si terranno la mattina presso la sede Osvic, in via Goito 25 a Oristano.

Il pomeriggio presso il Centro Servizi Culturali di Oristano, via Carpaccio 9.

Relatori

Simone Gargiulo

Psicologo. Responsabile scientifico, formatore e relatore in convegni, in incontri e corsi di sensibilizzazione, in progetti di prevenzione e contrasto al bullismo, al cyberbullismo, ai pericoli del web e alle dipendenze comportamentali rivolti agli alunni di ogni ordine e grado, ai genitori, agli insegnanti e agli operatori sociali della Sardegna. Autore, in collaborazione con la Cattedra di Psicologia della Formazione dell’Università degli Studi di Cagliari, della ricerca scientifica “Le rappresentazioni sociali del bullismo veicolate dalla carta stampata” (S. Gargiulo, F. Marini, M. Agus, 2008). Autore e curatore dell’ebook “Sicuramente connessi. Opportunità e rischi di internet, dal cyberbullismo alle web-dipendenze”(2019, editoebookscuola.com) rivolto ai docenti di ogni ordine e grado con riconoscimento dal MIUR. Autore e curatore dell’ebook “Sicuramente Connessi: affrontare il cyberbullismo, la dipendenza tecnologica e i pericoli della rete”(2019, editoebookecm.it) rivolto agli educatori professionali, psicoterapeuti, neuropsichiatri infantili, psichiatri e psicologi.

Cristiano Depalmas

Laureato in Pedagogia, Psicologia e Scienza delle Formazione e dell’Educazione. È docente a contratto nel Corso di Scienze Umane e Psicopedagogiche Fondamentali presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università degli Studi di Sassari. Attualmente si occupa di minori e processi rieducativi, di Medical Education e di Media Education, con diverse pubblicazioni nazionali ed internazionali all’attivo.

Filippo Sanna

Architetto e collaboratore OSVIC.

Paola Gaidano

Responsabile Programmi Italia OSVIC.

Il viaggio di Boye

“Fame, pericoli, stanchezza.

La fatica di affrontare un duro viaggio lontano dalla famiglia senza una precisa meta.

L’ importante è andare via.

La speranza di raggiungere un posto migliore, di riuscire a costruirsi un futuro altrove.

Il coraggio di affrontare il mare e la tempesta.

Arrivare in Italia e dover fare i conti con gli stereotipi della gente e con la poca organizzazione dei centri di accoglienza.

Boye però avrà poi la fortuna di incontrare Leo, che, lontano da ogni pregiudizio, gli darà la possibilità di vivere con lui e la sua famiglia, pronta a dargli fiducia.

Felicità, vita.”


Si presenta così il lavoro collettivo della classe 4° G di Scienze Umane dell’I.I.S. Curie Vittorini di Grugliasco (Torino), un sito web che racconta la storia di Boye un giovane ragazzo arrivato in Italia dalla Guinea Conakry che ha dovuto affrontare un viaggio lungo e fatto di tante tappe dolorose e difficili prima di arrivare in Italia.

Esplorando le tappe del suo viaggio si può scoprire la sua storia.

Il sito è frutto del percorso laboratoriale Obiettivi di sviluppo sostenibile e migrazioni promosso dal Coordinamento Comuni per la Pace – Co.Co.Pa. nell’ambito del progetto Digital Transformation per lo sviluppo sostenibile.

Gli strumenti digitali e del web sono sembrati i più adatti a ospitare e a diffondere tutti i materiali realizzati dalle studentesse durante il percorso.

Il sito web, che nel corso dei prossimi mesi verrà popolato di nuovi contenuti, è stato pensato dalle 4°G come strumento utile a diffondere la storia di Boye nelle altre classi e tra i propri coetanei.

Per la classe confrontarsi con la storia di Boye è stata un modo per capire cosa vuol dire migrare, andare oltre i numeri e calarsi nell’esperienza di un loro coetaneo. Tante sono le ragioni per cui si è costretti o per cui si vuole lasciare la propria casa, il viaggio è troppo spesso crudele, l’accoglienza in Italia e in Europa lontana dalle aspettative di chi finalmente crede di essere arrivato nel luogo dove ricostruire la propria vita. La solidarietà e la conoscenza reciproca però possono fare una grande differenza.


Free Webinar | Blockchain: una tecnologia per il sociale 4.0| 20 maggio 2019

Capire la blockchain non è facile, soprattutto a causa della sovrabbondanza informativa, che ha creato una nube di informazioni all’interno della quale è difficile vedere.

La blockchain e la più ampia categoria delle distributed ledger technologies (DLTs), un database diviso tra nodi (dispositivi) uniti da una rete peer-to-peer. Le DLTs si sono imposte all’attenzione pubblica per la loro promessa di trasparenza, efficienza e sicurezza nella gestione delle informazioni tramite scambi tra registri distribuiti che sono aggiornati in modo indipendente, replicati automaticamente in tutto il sistema, e preservati in modo immutabile.

Le componenti chiave delle DLTs sono: i registri dati distribuiti, il multi-party consensus, la validazione indipendente, ed i sistemi anti-manomissione. I sostenitori delle DLTs affermano che queste tecnologie possano risolvere alcuni dei problemi riscontrati storicamente dalle ONG e le non-profit, come la mancanza di trasparenza, efficienza, economia di scala e sostenibilità.

Fino ad oggi le applicazioni più concrete in ambito umanitario rappresentano l’inclusione finanziaria, i diritti catastali, le rimesse, i trasferimenti finanziari, la trasparenza nelle donazioni, la riduzione delle frodi,  il monitoraggio dei trasferimenti ai beneficiari, le riforme strutturali di governance, il micro credito, le micro assicurazioni, i trasferimenti internazionali (soprattutto cash programming) e persino la gestione del fundraising. 

L’implementazione della blockchain nel social good è fondamentale per affrontare la trasformazione digitale. La cooperazione allo sviluppo necessità di queste nuove tecnologie per migliorare i propri strumenti ed affrontare le sfide di domani.

Ne abbiamo parlato online lunedì 20 maggio in un webinar gratuito insieme a Giulio Coppi, specialista per i progetti digitali al Norwegian Refugee Council. Il webinar è stato realizzato nell’ambito del progetto “Digital Transformation per lo sviluppo sostenibile. Percorsi educativi per l’uso consapevole delle tecnologie digitali per l’Educazione alla Cittadinanza Globale” sostenuto dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione Internazionale (AICS) e grazie al contributo del programma Innovazione per lo Sviluppo.

Guarda la registrazione

Vivere nel digitale, una guida per comprendere le logiche della trasformazione digitale

Sentiamo ormai quotidianamente il termine “digitalizzazione”, ma che cosa significa davvero e quali impatti ha sulla nostra vita? LabNET – School of Management ha realizzato una guida breve ed agile per orientarsi attraverso gli impatti e le opportunità offerte dal digitale.

Vivere nel digitale” è il primo di un ciclo di 4 dossier realizzati nell’ambito del progetto Digital Transformation per lo Sviluppo Sostenibile, volti ad approfondire le prospettive della trasformazione digitale nell’ottica di rispondere alle sfide evidenziate dagli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile e dall’Agenda 2030.

Questa breve guida nello specifico intende proporre alcuni spunti sugli impatti della rivoluzione digitale in corso e sulle conseguenze che questa ha sull’insieme di conoscenze e capacità che dovremmo acquisire e possedere, anche in termini di consapevolezze, sensibilità, attenzioni.

L’impatto fondamentale della trasformazione digitale sui sistemi educativi e formativi, infatti, non sarà tanto quello legato alla preparazione delle nuove figure professionali, quanto quello legato alla necessità di conferire a masse enormi di persone, si parla di 400-500 milioni ma alcuni parlano di 1,2 miliardi di persone, (Fonte McKinsey Global Institute, Maggio 2017) nuove competenze che si innestano su quelli esistenti: in grande misura quindi si farà lo stesso lavoro di prima ma con modalità e logiche profondamente diverse.

Comprendere la natura e le logiche delle tecnologie digitali è di conseguenza essenziale non solo come lavoratori ma anche come cittadini e potrà segnare il confine fra chi manterrà il passo e chi verrà tagliato fuori.

Imprenditoria giovanile e innovazione digitale in Africa

Venerdì 22 marzo a Torino, un evento dedicato alle nuove frontiere della cooperazione allo sviluppo per promuovere le filiere locali.

Da qualche anno a questa parte, si assiste allo sviluppo di numerosi progetti imprenditoriali di giovani africani basati sull’impiego del digitale nel settore agricolo, che cercano di risolvere delle problematiche locali che affliggono i contadini con delle tecnologie a basso costo e open source, facilitando l’accesso all’informazione per i contadini e gli attori che vivono nelle zone rurali e creando nuovi posti di lavoro per i giovani. Piattaforme e-commerce per promuovere i prodotti del territorio, applicazioni SMS per informare gli agricoltori sul prezzo dei prodotti agricoli sul mercato,  oggetti connessi (IoT – Internet of Things) per irrigare il campo a distanza, sono solo alcune delle molteplici soluzioni sviluppate da startup africane che vedono i giovani in prima fila per risolvere quelle problematiche che affliggono i coltivatori e per valorizzare i prodotti nutritivi del territorio. Diverse azioni di cooperazione allo sviluppo internazionale investono sempre di più nel supporto di realtà imprenditoriali locali e accompagnano la creazione di nuove imprese e di partenariati strategici che permettono di garantire una sostenibilità di queste iniziative, andando oltre la durata di un singolo progetto e valorizzando la conoscenza profonda del contesto locale da parte degli innovatori africani.

L’appuntamento per approfondire questi temi è venerdì 22 marzo, dalle ore 16 alle ore 18, presso l’aula D5 del Campus Einaudi dell’Università di Torino.

Interverranno:

  • Awa Caba, imprenditrice senegalese, co-fondatrice di Sooretul
  • Elisabetta Demartis, co-fondatrice di Enjoy Agriculture, piattaforma digitale  per promuovere l’agriturismo in Africa
  • John Kariuki, vicepresidente della Fondazione Slow Food per la Biodiversità