#Cooperazionefutura, le idee più votate

Mettere in comune le esperienze, mappare gli interventi, fare sistema, trasferire le competenze per promuovere partecipazione e creazione di saperi facilmente condivisibili e usare le tecnologie per la sostenibilità ambientale: queste le idee più votate della campagna #cooperazionefutura lanciata da ONG 2.0 per la creazione del suo manifesto.

I cooperanti, a nord e sud del mondo, hanno le idee chiare: la tecnologia abilita il cambiamento se viene usata per creare meccanismi di collaborazione. Attraverso mappe, creazione di network interni e database per migliorare non solo i progetti, ma soprattutto le modalità di lavoro interne. Maria Paola vorrebbe ad esempio «Potenziare la governance dei paesi agendo da lontano grazie allo scambio di buone pratiche (via web) o dirette live», mentre Fabio spinge per la creazione di «un database aggiornabile in tempo reale sui dati che si possono raccogliere sulla propria area di intervento e per la diffusione delle buone pratiche».

«Una delle maggiori difficoltà che incontriamo è quella della polverizzazione delle risorse e delle competenze. È necessario fare sistema e cercare di ottenere il massimo dalle (poche) risorse disponibili», dice Claudio, con uno sguardo ben ancorato al presente e alle difficoltà del settore ONG. Una situazione ben fotografata anche da Monica, che è stata la più votata dalla community con 83 preferenze: «troppo spesso ci troviamo a dover reinventare le cose senza capitalizzare i successi e gli errori del passato. Bisognerebbe mettere in comune le esperienze e le collaborazioni vincenti paese per paese» spiega.

Altro filo condutture delle prime 6 idee (due a pari merito) è la sosteniblità: «superare il limite del digital divide con tecnologie autoprodotte a basso costo e derivate dal riciclo dei materiali accessibili», scrive ancora Maria Paola e per Domenico «unendo tecnologie dell’informazione/telecomunicazioni e tecnologie a risparmio energetico e ad energia solare sarà possibile creare dispositivi, medici e non capaci di funzionare in zone remote con scarso accesso alle risorse di base. In questo modo sarà possibile intervenire in situazioni di emergenze / epidemie con più facilità».

Molto apprezzato anche l’esempio pratico portato dall’ong Coopi con una foto dal Malawi, in cui computer portatili sono alimentati dall’energia solare. A dimostrare che la cooperazione internazionale del futuro è già realtà.

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