Diario dal Senegal, il tempo di imparare all’interno dei ritmi senegalesi

Il mese di Ramadan è iniziato ed il gran caldo pure. Esisteranno anche qui gli esperti televisivi che che si divertono a soprannominare le ondate di caldo con nomi mitologici? No, perchè qui il caldo c’è sempre, non è qualcosa di straordinario. Per questo quando dico che “lavoro” a Ross Bethio, la gente prima spalanca gli occhi, poi pensa che stia scherzando. Solo quando capiscono che sono serio ti danno una pacca sulla spalla, ti sorridono e ti fanno gli auguri (per il caldo).

A che punto siamo col GIS? Dopo aver organizzato tutti i dati raccolti col GPS e creato i primi layer indispensabili al progetto, è iniziata la fase della formazione: 4 incontri all’ASESCAW sul GIS e la gestione di dati georeferenziati. Rompere il ghiaccio è stato abbastanza semplice e il gruppetto di circa 10 persone che sta prendendo parte al corso sono motivate e molto curiose.

Siamo partiti con dei semplici brainstorming (cartellone e pennarello, deformazione professionale scout) in riferimento a bisogni ed aspettative circa la gestione di dati georiferiti e subito dopo ho mostrato loro usi e potenzialità di tale risorse. L’intento è quello di arrivare ad un prodotto finale condiviso, partecipato ed utile sia per l’ASESCAW che per le persone che interagiscono con l’organizzazione, ovvero i propri beneficiari.

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Uno dei principali intenti dei quattro incontri previsti è quello di evitare che tutta la piattaforma (GIS) costruita in questi due mesi diventi un qualcosa di statico ed inutilizzabile già nelle prossime settimane, per mancanza di conoscenze e di praticità nell’utilizzo e nella gestione nel suo insieme. Per questo motivo abbiamo coinvolto un po’ tutti in ufficio, ed utilizzando un software open source ed i dati da me raccolti ed elaborati siamo già in grado di gestire piccoli progetti di cartografia e di creare mappe tematiche personalizzate che rispondono a pieno ai bisogni dell’ASESCAW.

Il fattore tempo (più precisamente la questione orari) è un tema molto sensibile e per il quale molti amici expat ancora mi prendono in giro: per il corso infatti avevo creato una locandina con tanto di orario d’inizio e di fine attività ma ho capito la sua inutilità al primo incontro, quando siamo partiti con due ore di ritardo per aspettare i ritardatari (più della metà…) ed abbiamo finito ad orario di cena. Io di certo non ho la puntualità svizzera, ma oltre il quarto d’ora accademico normalmente non sforo: ecco, qui impari ad essere paziente, aspettare e..”Inshallah”.

Nel corso dei primi tre incontri abbiamo svolto dei piccoli esercizi e simulazioni in aula, mentre durante l’ultimo pomeriggio della formazione (per il quale è prevista l’uscita sul campo col GPS e la creazione di layer vettoriali partendo dai waypoints registrati) faremo una rapida verifica per valutare la potenzialità del software ed i suoi sviluppi all’interno del progetto PAMIR, una volta che tutti/e abbiano sperimentato e sviluppato le proprie mappe.

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