Elezioni in Kenya | Una crowdmap per prevenire le violenze

crowdmap KenyaRaccolgono le segnalazioni degli abitanti della baraccopoli e convogliano i dati in una mappa virtuale online visibile a tutti. È così che Map Mathare e Map Kibera, due ong locali che lavorano nei due slums più grandi e problematici del Kenya, e dell’Africa in generale, hanno deciso di dare il loro contributo per prevenire le violenze e i disordini post-elettorali in queste aree.

di Elisabetta Demartis

 
 

Raccolgono le segnalazioni degli abitanti della baraccopoli e convogliano i dati in una mappa virtuale online visibile a tutti. È così che due ong locali che lavorano nei due slums più grandi e problematici del Kenya, e dell’Africa in generale,  hanno deciso di dare il loro contributo per prevenire le violenze e i disordini post-elettorali in queste aree.

I due giovani presidenti delle organizzazioni, Kepha Ngito e Javin Ochieng, sono due ragazzi cresciuti nelle baraccopoli che hanno dedicato la loro vita lavorando per migliorare le condizioni dei loro quartieri attraverso progetti di mappatura e di inclusione sociale degli abitanti. Dopo un po’ di anni di lavoro comune a Map Kibera, nella baraccopoli di Kibera, hanno deciso di separarsi e di fondare una ong nella zona di Mathare, Map Mathare, di cui Javin è attualmente il presidente. Mathare è un agglomerato di slums in periferia di Nairobi che conta circa 500mila persone e Kibera, a 5 chilometri dal centro città, ne conta circa 170mila.

Un’iniziativa dal basso

Kibera è il più grande slum dell’Africa ed è situato a Nairobi. Sino a pochi anni fa l’area non era altro che un punto vuoto nella mappa della città, dove problemi di traffico, inquinamento, mancanza di acqua e risorse erano invisibili agli occhi del mondo, soprattutto senza una mappatura della zona e senza un censimento degli abitanti che ne garantisse un riconoscimento.

Nel Novembre del 2009 un gruppo di giovani intraprendenti decisero di creare una mappa servendosi di OpenstreetMap, un progetto open source che punta a creare e fornire dati cartografici, mappe di strade e geo localizzazioni libere e gratuite per chiunque ne abbia bisogno.

Fu così che diverse personalità provenienti dalla tech scene della capitale cominciarono ad interessarsi al progetto e aiutarono i giovani ragazzi a creare un solido gruppo di lavoro insegnando loro l’uso delle mappe digitali.

Nell’Aprile del 2010 Map Kibera, l’associazione così denominata dai ragazzi, fondò due gruppi locali di produzione di informazione e di new reporting, raccontando storie locali, producendo materiale audiovisivo su Youtube e condividendo con la community progetti e lavori

La loro priorità: prevenire le violenze post-elettorali

In seguito alle violenze post-elettorali avvenute in Kenya nel 2008, molte associazioni, ong ed enti governativi come l’UN-Habitat e l’Unicef, si sono impegnati in campagne di sensibilizzazione e prevenzione alla violenza in vista delle prossime elezioni presidenziali del Kenya, che si terranno il 4 Marzo in tutti centri del paese. 

È proprio in questa prospettiva che Javin, Kepha e le loro associazioni hanno deciso di mettere in pratica  due progetti di crowdmapping nei rispettivi slums di Mathare, con Uchaguzi 2013 Mathare, e di Kibera, con Voice of Kibera.

 “Raccogliamo le informazioni che gli abitanti ci forniscono”, racconta Javin, “e in base alla categoria le inseriamo e posizioniamo nella crowdmap”.

Una crowdmap partecipata

 I due progetti utilizzano la piattaforma Ushahidi per mappare tutto quello che avviene nell’area di interesse prima, durante e dopo le elezioni, e FrontlineSMS per raccogliere i dati tramite dispositivi mobili.

 Ushahidi è una Ngo specializzata nello sviluppo di software open source per la raccolta di informazioni, visualizzazioni e mappe interattive ed è nata a Nairobi proprio in seguito ai disordini post-elettorali nel 2008. Sarà quindi la prima volta che questa tecnologia verrà utilizzata nel posto e con la finalità per cui è stata concepita, mettendone alla prova la sua effettiva efficienza.

“Grazie alla mappa”, continua il coordinatore del progetto “sarà possibile individuare eventuali disordini, scontri, rivolte o qualsiasi situazione pericolosa che potrà essere così monitorata grazie alla partecipazione stessa degli abitanti dello slum”.

Sono infatti gli abitanti del posto che andranno a fornire le informazioni che permetteranno di formare una crowdmap scaricabile e condivisibile da tutti, inviando semplicemente un messaggio dal proprio cellulare, una mail o un tweet, in base alla categoria dell’evento a cui stanno assistendo in quel momento. 

Un lavoro di citizen reporting che coinvolge direttamente la popolazione nell’attività di raccolta dati e, come afferma Javin, “che ha l’intento di creare consapevolezza e responsabilizzazione nelle persone, per evitare quello che è successo cinque anni fa”.

                                                 Uchaguzi 2013

 
 
 

ICT4D: la cooperazione del futuro?

Sono sempre di più le organizzazioni che mettono a disposizione gratuitamente diverse ICT4D (Information and Communication Technologies for Development) da loro progettate, ma numerose sono anche le organizzazioni e associazioni che le stanno utilizzando in progetti di sviluppo e di cooperazione.

Uchaguzi 2013 Mathare e Voice of Kibera rappresentano un caso interessante di utilizzo di sistemi informativi geografici partecipati e applicati a un evento imprevedibile, e anche pericoloso, come quello delle elezioni nazionali, da sempre momento di scontri e violenze nel continente africano.

E coinvolgere direttamente gli abitanti della baraccopoli in cui si lavora potrebbe caratterizzare un esempio di buone pratiche su modalità partecipative e innovative di applicazione, aprendo così dei nuovi scenari di lavoro per le ong e istituzioni rispetto a quelli che sono i tradizionali progetti di cooperazione allo sviluppo attuali.

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