Indice Globale della Fame, uno strumento per capire i problemi dell’alimentazione nel mondo

In occasione della Giornata Mondiale dell’Alimentazione viene presentato anche in Italia l’indice globale della Fame, grazie all’ong LVIA  e al CESVI, uno strumento fondamentale per conoscere più a fondo la reale situazione alimentare di un paese

Il Global Hunger Index (GHI) è uno strumento statistico per misurare la fame e la malnutrizione a livello nazionale, regionale e globale.
Il GHI 2015 riunisce in un unico indice numerico quattro indicatori:
– la percentuale di popolazione denutrita;
– la percentuale di bambini sotto i cinque anni affetti da deperimento (peso insufficiente in rapporto all’altezza);
– la percentuale di bambini sotto i cinque anni affetti da ritardo della crescita (altezza insufficiente in rapporto all’età);
– il tasso di mortalità dei bambini sotto i cinque anni.

Per consultare la mappa interattiva clicca sull’immagine
mappaGHI2015

La classificazione dei Paesi in base al livello di fame cambia quest’anno. Il GHI classifica i Paesi su una scala di 100 punti, dove 0 rappresenta il valore migliore (assenza di fame) e 100 il peggiore, per quanto nella pratica nessuno dei due estremi venga mai raggiunto. I valori inferiori a 10,0 indicano un livello di fame basso, i valori tra 10,0 e 19,9 un livello moderato, i valori tra il 20,0 e il 34,9 indicano una fame grave, i valori compresi tra 35,0 e 49,9 sono allarmanti, e quelli dal 50,0 in poi sono estremamente allarmanti (per un esempio della classificazione degli anni precedenti, si veda la sintesi del rapporto 2014).

Ogni anno il GHI – oltre all’aggiornamento dei dati a livello regionale, nazionale e locale – si concentra su un tema specifico in modo tale da dare una panoramica sulla multidimensionalità del problema “fame” e delle sue possibili soluzioni.

L’Indice del 2015 presenta la relazione tra fame e conflitti e instabilità politica. Il verificarsi di carestie o situazioni di fame acuta
è in genere l’effetto di conflitti armati, che perturbano i sistemi alimentari, distruggono i mezzi di sostentamento, costringono le persone a fuggire o a restare in una situazione di terrore senza sapere quando sarà il loro prossimo pasto.

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *