#Kalongodays #3: cambiare Kalongo con il web

kalongodays3A Kalongo “si inizia a fare sul serio”: gli studenti hanno finalmente inziato a usare gli smartphone per sperimentare gli strumenti del mobile reporter. E sul blog-palestra iniziano anche ad essere pubblicati i primi post dei ragazzi. L’entusiasmo della docente, Donata, in queste parole: “Non so se sono più emozionata e felice per il risultato o per l’entusiasmo e la tenacia con cui i ragazzi affrontano il workshop”.

“E come si accede a questo internet?”, mi chiede uno degli insegnanti della scuola Saint Charles di Kalongo, in questi giorni tornati studenti per partecipare al training. Dopo due intense giornate di “teoria” di web 2.0, da Tim Berners-Lee a Ory Okolloh, finalmente abbiamo iniziato a fare sul serio. Ieri è stata una giornata importante: finalmente abbiamo preso in mano gli smartphone e iniziato a sperimentare con gli strumenti del mobile reporter. Oggi i ragazzi hanno iniziato a scrivere i loro primi post sul blog. Non so se sono più emozionata e felice per il risultato o per l’entusiasmo e la tenacia con cui i ragazzi affrontano il workshop: nonostante la lentezza della connessione internet (40 minuti per un upload di 19 mega), sono rimasti qui fino alle 7 per caricare i loro post e le foto sul blog-palestra che abbiamo creato.

Siamo quasi a metà della nostra formazione. Domani andiamo nei field a incontrare gli agricoltori: il lavoro sul campo sarà il main test del nostro training.

Il tempo è strettissimo e la connessione, di giorno, non funziona benissimo. Soprattutto perché è iniziata una nuova settimana di lavoro e in ufficio, dove si condivide la rete con il media center, la popolazione di notebook e computer connessi rallenta, se non blocca del tutto, l’accesso a internet. I miei poveri studenti con 5 task di scrittura collaborativa da terminare entro la mattinata sono rimasti all’asciutto: per fortuna i “pad” di cui ci hanno dotato  sono uno strumento a prova di nuvole e temporali, altri ostacoli abbastanza importanti al funzionamento del wifi.

E come si accede a questo internet?

Dopo aver usato gli smartphone per una mattinata intera, caricando report su Ushahidi e inviando email, uno dei professori mi pone questo interrogativo: “sì, gli smartphone, il blog, youtube…ma come accedo a internet?

Un passo indietro? No! E’ che usare le applicazioni è più intuitivo che “navigare” senza meta in rete, soprattutto per una persona di 50 anni che non ha mai lavorato con un computer connesso.

Tornati in aula abbiamo aperto internet explorer (non avevo la pazienza di scaricare altri browser a queste velocità…) e ho mostrato loro la ricerca su Google: ecco, da questo porto potete partire per cercare quello che volete, in qualsiasi lingua.

La loro prima search query in assoluto è stata: “corruption in Uganda“.

Nella foto: I prof della Saint Charles School finalmente all’opera con gli smartphone – foto di Charles Yomoi

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