La Banca mondiale si apre al web

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Open development: un team della Banca mondiale si è confrontato durante una serie di workshop in Asia sulla trasparenza del suo operato, l’accessibilità delle informazioni, la possibilità di monitorare i progetti in atto e gli aiuti allo sviluppo.

 

di Sara Garnero

 

Un team della Banca mondiale ha da poco concluso una serie di incontri itineranti in India, Nepal, Sri Lanka per confrontarsi sulle potenzialità e problematiche relative a open data, open development, open finances, mappatura di dati e risultati. Il meeting, strutturato in tavole rotonde, forum pubblici e sessioni pratiche di formazione tecnica, si sono tenuti in forma itinerante a Delhi, Kathmandu e Colombo, di fronte a rappresentanti di media, società civile, governo, settore privato, accademici, studenti e ricercatori.

 

Questo cosiddetto “roadshow” si inserisce nella nuova politica della banca di accesso alle informazioni «iniziata circa due anni fa, attraverso la quale ha iniziato ad aprirsi al pubblico», ha dichiarato Sumir Lal della direzione generale della WB a Washington, strategia basata su una maggiore trasparenza dell’operato e facilità di accesso alle informazioni, secondo l’approccio definito di “Open development”.

I workshop sono nati dalla necessità di informare, da parte della Banca mondiale, sulla possibilità di accesso ai dati, ma anche per sondare le maggiori problematiche che ne rendono difficoltosa la consultazione.

 

Tra gli ostacoli più rilevanti alla diffusione delle informazioni è risultata la barriera linguistica, nella misura in cui i dati fruibili in lingua inglese non permettono la comprensione da parte di una rilevante numero di persone che parlano lingue native, soprattutto nei paesi in via di sviluppo.

Soong Sup Lee della World Bank nel suo blog dichiara che per un effettivo miglioramento della comunicazione «le lingue saranno una priorità per il team. La nostra idea è quella di avere traduzioni parziali dei dati in più lingue nella home page e tradurre le pagine web dei paesi nelle lingue locali».

La Banca mondiale inoltre ha dichiarato di collaborare con le organizzazioni di sviluppo locale per aiutare l’accesso ai dati in lingua madre. Inoltre, “ha reso pubblici più di 24 mila documenti e i dati sono accessibili anche tramite telefoni cellulari a android, attraverso i quali è possibile inoltre localizzare i progetti e il loro progresso attraverso delle data maps”, scrive il Sunday Observer dello Sri Lanka.

 

Durante il roadshow, il team ha illustrato i vari strumenti che la banca ha già adottato come strategia di apertura al pubblico. É il caso di Povcalnet, “uno strumento interattivo che consente di replicare i calcoli effettuati dai ricercatori della Banca mondiale nel valutare l’estensione della povertà assoluta nel mondo, calcolare le misure della povertà in base a presupposti diversi e assemblare le stime utilizzando gruppi di paesi alternativi o insiemi di singoli paesi a scelta dell’utente”. O il Global economic monitor, attraverso il quale è possibile seguire l’aggiornamento quotidiano del mercato e degli indicatori finanziari; il blog Prospects for developement, per seguire le analisi della banca sull’economia mondiale; oppure ancora la sezione del sito dedicata agli indicatori dello sviluppo, un database statistico puntuale consultabile per paese, argomento o indicatore.

 

Per non dimenticare che si possono seguire le news e gli aggiornamenti delle attività della banca anche sui maggiori social network, come twitter e facebook.

 

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