World Poverty Clock

L’orologio digitale della povertà nel mondo

Monitorare la povertà nel mondo e prevederne l’evoluzione nel tempo in vista dell’obiettivo 1 dei Sustainable Development Goals che vorrebbe la fine della povertà estrema entro il 2030. E’ questo il World Poverty Clock, orologio digitale sulla povertà nel mondo,  proposto e creato dal World Data Lab di Vienna e le sue reti di collaboratori in tutto il mondo. 

Erica Rossi

Fondato dal Ministero Federale per la cooperazione e lo sviluppo della Germania, il World Poverty Clock è un tool posto su una piattaforma online e mostra i numeri delle persone che vivono in estrema povertà in tutto il mondo, monitorando i progressi e le possibili sfide per eliminare la povertà nel mondo. Ogni secondo, qualcuno riesce ad uscirne, qualcun altro invece cade in povertà.

La finalità principale del tool è di raggiungere l’obiettivo 1 dei sustainable development goals (SDGs), con scadenza nel 2030. L’obiettivo 1 prevede entro tale data la fine dell’estrema povertà in ogni sua forma ovunque nel mondo.

Spostando il cursore sulla linea del tempo posta sotto l’orologio, ci si proietta avanti nel tempo con la possibilità di vedere quante persone, per esempio, nel 2020 si troveranno ancora sotto la soglia di povertà. Questa visione temporale serve per avere un’idea immediata su quanto potrà essere verosimile il raggiungimento dell’obiettivo 1.

Il World Poverty Clock usa dati pubblicamente disponibili sui risultati della distribuzione del reddito nel mondo, della produzione e del consumo, messi a disposizione da diverse organizzazioni internazionali come Nazione Unite, la Banca Mondiale e il Fondo Monetario internazionale.

Queste organizzazioni ricevono da parte dei governi di ciascun paese dei dati da rielaborare. Nel caso in cui alcuni governi non riescano a fornire una quantità esatta e precisa di dati, vengono usati dei modelli di stima della povertà in questi paesi. Finora, i dati utilizzati dall’orologio digitale della povertà coprono il 99.7% della popolazione mondiale.

Per 22 paesi nel mondo non esistono o non sono disponibili dati sul reddito. Dall’ Afghanistan agli Emirati Arabi, da Antigua a Cuba, da Myanmar alla Repubblica democratica di Corea e molti altri. In questo caso vengono utilizzati valori di misura che risalgono da un modello di regressione in grado di collegare tassi di povertà e PIL pro capite. Anche se non si tratta di un modello ottimale per fare stime sulla povertà, è un modo accettabile per non escludere il paese dalla stima complessiva di questo progetto nell’attesa di dati più precisi.

Attualmente, date le condizioni del paese, la Siria è l’unico paese per il quale non si è in grado di produrre delle stime. 

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Fonte: http://worldpoverty.io

Viene dimostrato anche come il reddito individuale possa cambiare nel tempo grazie a delle previsioni di crescita del FMI a medio termine, completate da previsioni a lungo termine “shared socio-economic pathways” sviluppate dal Institute of International Applied Systems Analysis nei pressi di Vienna, e analisi simili sviluppate dall’OECD.

Usando questi modelli, possiamo valutare la velocità della riduzione della povertà in ogni paese e regione e compararla con la velocità media necessaria per eliminare la povertà nel 2030. Il confronto permette di classificare i paesi del mondo i 4 categorie:  No Extreme Poverty, Sulla buona strada, Fuori strada, Povertà in aumento.

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Fonte: http://worldpoverty.io

 

Il mondo sta progredendo rapidamente verso la fine della povertà. Si stima infatti che per la fine del 2017 28 milioni di persone potranno uscire dallo stato di povertà. Questo è sintomo di un buon risultato, ma anche di preoccupazione. L’attuale tasso di riduzione della povertà è ancora del 35% sotto l’obiettivo di 1,5 persone al secondo, statistica necessaria per porre fine alla povertà entro il 2030. Questo potrebbe risultare problematico in paesi con un gran numero di popolazione, specialmente in Asia.

La sfida è grande. La povertà crescerà in circa 27 paesi del mondo (19 in Africa, 4 nelle Americhe, 3 in Asia e 1 in Oceania). Questo significa che il numero di persone sotto la soglia di povertà aumenterà da 287 milioni a 345 milioni nel 2030. In altri 35 paesi la povertà è in declino, ma non abbastanza velocemente. La velocità della riduzione della povertà dovrebbe essere triplicata. Nei paesi rimanenti, la povertà è già stata sradicata o è in procinto di esserlo.

 

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Fonte: https: www.brookings.edu

photo credit: AJC1 My Grandfather’s Clock via photopin (license)

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