Come sarà la vita nel 2050? Una guida (fu)turistica ce lo spiega

Stamperemo cibi in 3D senza bisogno di uccidere animali, potenzieremo ( o cureremo) le nostre capacità fisiche grazie alle nanotecnologie neuronali, indosseremo vestiti personalizzati e interattivi, mentre robot e intelligenza artificiale svolgeranno la maggioranza dei lavori. Non esisterà più la moneta se non nella forma della criptovaluta, mentre contratti finanziari, proprietà e anagrafe saranno gestiti tramite blockchain.  E se poi vogliamo esagerare, nelle vacanze ci concederemo qualche viaggio spaziale. Sono queste solo alcune delle prospettive, descritte nella Guida (fu)turistica al 2050, un libro immersivo, che permette di capire il futuro vivendolo, realizzata da Cristina Pozzi di Impactscool, che sostiene

“La tecnologia esponenziale e disruptive di oggi avrà un impatto concreto sulla vita quotidiana di tutti noi in tempi brevissimi, fra pochi anni, 4/5 al massimo, non venti. Il futuro non è apocalittico né utopico, dipende da cosa si decide di portare avanti e più persone sono consapevoli di ciò, più è facile che le scelte possano essere condivise”

di Silvia Pochettino 

Un viaggio che parte dal 2017 e proietta il lettore nei possibili sviluppi tecnologici del prossimo futuro, ma ben lungi dall’essere un libro di fantascienza. Il mondo descritto dalla Guida è costruito sulla base di rigorosi studi scientifici e previsioni degli esperti e, in gran parte, su tecnologie già esistenti in fase embrionale o sperimentale.

Il linguaggio semplice e diretto, anche nella trattazione di temi complessi, come la blockchain o l’Intelligenza Artificiale, rende la guida particolarmente adatta per lavorare con ragazzi e studenti, tutti i temi vengono raccontati in modo accessibile, senza risultare superficiali.

E la guida è anche ricca di interrogativi etici. Se da un lato mette in evidenza le potenzialità tecnologiche – molte già attuali – dall’altro ne subordina i possibili sviluppi a scelte etiche e civiche. Che forma di governo vorremo? Quanti dati personali saremo disposti a cedere? Quanto potere vorremo concedere a robot e cyborg?

Una popolazione variegata

Secondo le stime nel 2050 la popolazione mondiale si assesterà intorno ai 10 miliardi di persone, ma non dobbiamo pensare alla popolazione di oggi, con la ridicola distinzione tra bianchi e neri. Il panorama sarà molto più articolato: molti di questi saranno cyborg, ovvero umani potenziati grazie a innesti robotici (arti artificiali, chip neuronali, ecc…) e una certa percentuale anche “mutanti”, nel senso di modificati geneticamente. Inoltre cresceranno in modo esponenziale i robot addetti alle più svariate funzioni, che raggiungeranno nel 2070 un rapporto di 10 a 1 con gli umani.

Altro tema caldo sarà quello dell’alimentazione. La ricerca delle proteine alternative alla carne ha già portato nel 2015 alla creazione del primo hamburger realizzato in laboratorio. Il fenomeno è destinato ad avere un impatto sempre più ampio: «E parallelamente si sviluppa il discorso della pelle artificiale, per realizzare scarpe, borse e altri oggetti senza dover uccidere degli animali».

Agricoltura higt-tech

Scordatevi vanga e zappa. La combinazione d’intelligenza artificiale, robotica, biotecnologie e nanotecnologie, permetterà di replicare le condizioni migliori per lo sviluppo e la crescita di un prodotto alimentare, di monitorarne l’evoluzione, controllarne il gusto, la dimensione, la conservazione e le altre caratteristiche che lo rendono sano e buono. I droni si occuperanno di sorvegliare i campi e di distribuire, in modo mirato, i prodotti necessari a difendere le piante da possibili pericoli di contaminazione; l’intelligenza artificiale monitorerà costantemente lo stato di frutta e verdura e calcolerà quanta acqua, luce e concime sono necessari. I terreni agricoli saranno ottimizzati e controllati dagli algoritmi, che riescono a fare previsioni meteo accurate e programmare ogni ciclo di produzione.

Già oggi le coltivazioni idroponiche sperimentano buona parte di queste soluzioni

Prodotti personalizzati e i negozi esperienziali

Il concetto di proprietà, nel 2050, sarà molto diverso da quello cui siamo abituati nel presente. Un frullatore, un tagliaerba intelligente, le lenzuola del letto, l’automobile e la collana da indossare in una serata romantica, saranno visti più come servizi da noleggiare che prodotti da possedere.

I negozi saranno concepiti come luoghi esperienziali (d’altra parte tutto si può comperare online, perché andare ancora in negozio?) , spazi confortevoli e originali per sperimentare e dove acquistare o noleggiare un prodotto diventa sinonimo d’intrattenimento a trecentosessanta gradi.

Photo: http://ldt.stanford.edu/~jeepark/jeepark+portfolio/cs147hw8jeepark.html

I prodotti in serie non esisteranno più, saranno tutti personalizzati. Chi è in cerca di un paio di scarpe, ad esempio, partendo dalla scansione del proprio piede, potrà scegliere il modello, i colori, l’altezza del tacco e il materiale da utilizzare; per poi stampare le scarpe su misura tramite le stampanti 3D di ultima generazione.
Ma i vestiti saranno anche intelligenti: i tessuti saranno in grado di interagire con il mondo esterno e capaci d’integrare tecnologie touch, come quelle del cellulare.

Potenzialità applicabili a qualunque capo di abbigliamento e a qualunque superficie, ad esempio quelle dei mobili. Anche qui  non parliamo di fantascienza: tutto questo esiste già oggi, e nel 2050 sarà la normalità. Dal 2017, ad esempio, gli scienziati del MIT (Massachusetts Institute of Technology), stanno progettando vestiti in grado di interagire con l’ambiente e cambiare forma in base alla temperatura. E diversi prototipi di smart clothes sono già in commercio. Il merito è di speciali filati, capaci di fare da conduttore, che, mischiati a materiali comuni, come il cotone, la seta o il poliestere, possono essere tessuti dai normali macchinari industriali. Il tutto è collegato a circuiti e a microscopici sensori che interagiscono con il mondo esterno e che, connettendosi ad applicazioni e altri dispositivi, collegano l’utente a servizi e funzioni on-line.

Ospedali digitali

Più che veri e propri ospedali, nel 2050 esisteranno strumentazioni mobili che potranno essere spostate e messe a disposizione dei pazienti, ovunque essi si trovino. Gli ospedali, infatti, avranno subito un processo di digitalizzazione e decentralizzazione, ottenuto sfruttando le innovazioni introdotte dalla telemedicina immersiva, dalla chirurgia virtuale e dalle strumentazioni portatili.

Soprattutto sarà possibile potenziare in modo esponenziale la prevenzione grazie a microchip e biotecnologie. Device portatili permetteranno il monitoraggio dello stato di salute ed esami immediati.  Molti indumenti saranno dotati di minuscoli sensori che monitorano il battito cardiaco, la respirazione e la sudorazione. Anche qui niente di fantascientifico: tutti prototipi esistenti.  E non solo, ad esempio si chiama Wize Mirror il progetto sviluppato ai giorni nostri con fondi europei e coordinato da un’italiana, Sara Colantonio, ricercatrice del Cnr di Pisa, grazie al quale  basta specchiarsi in uno speciale specchio tecnologico per ottenere in tempo reale un’anamnesi e consigli utili per la salute.

Mi piaci? Chiediamolo al software

La maggioranza delle coppie si incontrerà grazie a software sofisticati che con algoritmi sempre più potenti permetteranno di individuare il grado di compatibilità delle persone e prevedere la durata della relazione.

Insomma le tecnologie cambieranno ogni aspetto della nostra vita, ma accanto ai temi più prettamente pratici, non mancano quelli etici e morali correlati. Che la guida tratta ampiamente. Quali limiti porre, come indirizzare al bene comune le potenzialità pressoché sconfinate della tecnologia? Non a caso filosofi e esperti di bioetica sono tra le professioni che la Guida individua  come centrali nel 2050. Ma non c’è da aspettare trent’anni, in fondo già da oggi, con il numero crescente di dispositivi in ascolto, gli scandali di Cambridge Analytica e molti altri, il tema dell’etica è divenuto centrale.

Sostiene l’autrice

“2050: Guida (fu)turistica per viaggiatori nel tempo”  mira a far riflettere il lettore su opportunità e responsabilità che abbiamo nel presente per intraprendere con consapevolezza e spirito critico il viaggio verso il migliore dei futuri possibili.

Prendiamo ad esempio l’Intelligenza Artificiale, o l’editing genetico, che possono cambiare molto la nostra specie nel futuro: i paletti li stiamo mettendo oggi, per cui è fondamentale che molte più persone partecipino alla discussione su come vogliamo che sia il nostro futuro”.

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