Scienziati senza frontiere per la cooperazione

computer-scientistCambiare il mondo con l’analisi dei dati: è un’iniziativa di Jake Porway, data scientist nel settore R&D del New York Times, che unisce non profit e statistica al servizio dell’umanità. Ma non è il solo in rete a promuovere questo tipo di “volontariato da laboratorio”. 

di Donata Columbro

Jake trascorre le sue giornate analizzando grandi flussi di dati e le sue notti a scoprire come usare questi flussi al servizio del bene comune.

Le grandi aziende come Google e Amazon sono ben consapevoli dell’importanza di lavorare con team di ricercatori e analisti per il controllo e la gestione dei dati, ma le associazioni non-profit non riconoscono o non hanno i mezzi per dare il giusto valore a questo tipo di risorsa.

Lo scopo di Datakind, organizzazione fondata da Porway, è proprio quello di colmare la distanza tra gli studi statistici più avanzati e le necessità delle ong: grazie una squadra di superanalisti che prestano il loro tempo gratuitamente, le ong sono affiancate nelle fasi di raccolta, analisi, gestione e visualizzazione dei dati e possono finalmente far parte di questa “rivoluzione” silenziosa.

Accedendo al sito ci si può registrare come volontari per l’analisi dei dati, oppure come ong che mette a disposizione i propri database. Questa l’interfaccia:

datakind

Che i dati ma soprattutto i data aperti (open data) siano il futuro del non profit e della cooperazione internazionale lo ha spiegato anche Beth Kanter in un’intervista che sarà pubblicata nel prossimo numero di VpS. Infatti in rete le iniziative di sostegno alle ong da parte dei “geek” appassionati di tecnologia si moltiplicano dagli Stati Uniti all’Asia. Un esempio è l’iniziativa Geeks Without Bounds, un “acceleratore di progetti umanitari”, che, in caso di crisi, mette a disposizione delle organizzazioni internazionali degli esperti mappatori di emergenze. Oltre ai nostrani ‘Informatici senza frontiere‘, non mancano gli ‘Statistici senza frontiere‘, insieme agli hacker che operano per il bene dell’umanità (Hack for change).

Volete cambiare il mondo? Forse è arrivato il momento di studiare informatica invece che cooperazione allo sviluppo.

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