Sheltr, un’app per i senza dimora

SheltrPer ora è attiva solo nella città di Filadelfia, ma se il progetto dovesse portare buoni frutti, questa applicazione mobile che permette di identificare su una mappa i centri di accoglienza e di distribuzione pasti per i senza dimora, potrebbe essere sviluppata anche per altre città degli Stati Uniti e del resto del mondo.

Si chiama Sheltr ed è stata creata durante un meeting di Random Hacks of Kindness, una sorta di associazione di hacker senza frontiere che sfruttano le loro competenze informatiche per creare progetti di innovazione sociale.

“In molte città”, si legge sul sito internet dell’applicazione, “manca un’informazione centralizzata per fornire aiuto immediato agli homeless. A Filadelfia ad esempio abbiamo 40 luoghi di prima accoglienza, 4 centri di aiuto e un numero sconosciuto di organizzazioni che forniscono pasti caldi a queste persone. Ma la comunicazione in real-time tra questi soggetti non esiste. Di conseguenza, non c’è un modo facile e accurato per guidare le persone in situazioni di necessità per indicare loro rifugi e mense disponibili”.

A questa mancanza dovrebbe supplire la geolocalizzazione di servizi fornita da Sheltr. I centri sono catalogati per gruppi demografici: uomini, donne, famiglie e persone in situazioni particolari (vittime di abuso, tossicodipendenti…).

Non sono molti i senza dimora che possono utilizzare questa applicazione in prima persona, ma l’obiettivo per ora è quello di creare una rete di scambio di notizie in tempo reale che possa essere d’aiuto anche agli operatori delle associazioni che forniscono assistenza agli homeless di Filadelfia. Ad esempio, conoscere in anticipo la disponibilità di posti letto contemporaneamente in tutti i centri d’accoglienza della città può essere utile per evitare di dover fare decine di telefonate prima di trovare quello giusto. 

In attesa che la sperimentazione porti i suoi frutti, per saperne di più potete visitare il blog dell’applicazione, diventare fan della pagina Facebook o seguirne sviluppi su Twitter.

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