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Un gioco “di ruolo” virtuale per capire meglio il sistema di accoglienza olandese

Chi ha il diritto di ottenere lo status di rifugiato e l’asilo politico e chi invece no? Chi è a prendere questa decisione e secondo quali criteri? Si tratta di una sentenza che ha implicazioni e risvolti importanti nella vita dei singoli richiedenti e che fa parte del lavoro quotidiano dell’IND, il Servizio Immigrazione e Naturalizzazione olandese. Alcune riviste e agenzie mediatiche olandesi hanno lavorato insieme per cercare di fare luce sull’argomento con un progetto innovativo e provocatorio.

di Camilla Fogli

Si chiama Het Nader Gehoor – in italiano “L’Intervista” – ed è una piattaforma interattiva che permette agli utenti di calarsi nei panni di uno degli agenti dell’IND e assistere virtualmente a dei colloqui con alcuni richiedenti asilo.

Si tratta di un progetto innovativo che combina elementi di gioco, teatro e documentario, realizzati da un team eterogeneo di giornalisti, attori e sviluppatori, e che ha avuto grande successo tra il pubblico. Un documentario che prende le sembianze di gioco virtuale e che permette all’utente-spettatore di entrare dentro il sistema in prima persona, di sedersi e ascoltare delle testimonianze di richiedenti asilo e, infine, di prendere una decisione.

Gli obiettivi principali del progetto sono portare l’opinione pubblica a ragionare, meglio e più a fondo, su quella zona grigia in cui l’IND si trova ad operare, non solo per comprenderne meglio le dinamiche e i dilemmi ma anche, e soprattutto, per dare un incentivo al miglioramento delle procedure per la richiesta d’asilo. Un dibattito pubblico più informato porterà poi, di conseguenza, anche ad una maggiore comprensione per coloro che prendono parte a tali processi, da entrambe le parti.

Le storie mostrate durante queste interviste sono storie vere raccontate non da attori professionisti ma da chi le ha vissute in prima persona. I colloqui virtuali non possono essere mandati avanti né visti a pezzi: ogni caso è suddiviso in più video di diversa lunghezza che vengono riprodotti in serie, con alcune pause tra uno e l’altro, a mimare il ritmo di una conversazione reale.

Da questo punto di vista si tratta di un’iniziativa provocatoria, che mette letteralmente in gioco i cittadini, facendo loro sperimentare in prima persona i dilemmi e le angosce non solo dei richiedenti asilo ma anche dei funzionati che hanno in mano il loro destino. Per questo motivo, alla fine ci ciascun colloquio il giocatore si troverà nella situazione conflittuale di dover stabilire se il racconto è stato abbastanza veritiero e convincente e quindi se concedere o meno il diritto d’asilo alla persona che ha davanti.

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L’idea nasce dalle molte polemiche che vertono intorno al sistema di accoglienza dei migranti, ma soprattutto alla poca chiarezza con cui le Istituzioni trattano e comunicano la questione. In Olanda, a decidere quali richiedenti possono rimanere nel paese sono i funzionari pubblici dell’IND, che quotidianamente si trovano a presenziare decine di colloqui con i presunti rifugiati. L’intervista è un punto cruciale nel processo di domanda di asilo, è il momento in cui vengono decise le sorti del richiedente e per questo motivo deve essere preparata con cura nei minimi dettagli.

A ideare originariamente il progetto è stata l’agenzia di media e comunicazione Butch&Sundance, un collettivo di giornalisti, reporter ed esperti della comunicazione che tratta temi sociali e di crisi attraverso strumenti innovativi e creativi, mettendo le tecniche di storytelling non convenzionale al centro della propria strategia. Un supporto importante nella realizzazione e nella diffusione è poi arrivato da alcune riviste e piattaforme online, in particolare Trouw, OneWorld e The Art of Impact, tutte realtà mediatiche olandesi da tempo impegnate nel settore della comunicazione sociale.

E tu, a quale di questi applicanti concederesti i diritto d’asilo?

Source: http://en.nadergehoor.nl/

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