5+5 progetti che cambiano il mondo con il web

samasourcephotoEcco 5 (+5) esempi di cooperazione 2.0 di cui potreste non aver sentito parlare in Italia. Cos’è la cooperazione 2.0? E’ un modo di progettare, pensare la cooperazione e la struttura di una organizzazione non governativa sul “modello internet”: i progetti nascono in rete, dal basso, sono sostenibili, realizzati collettivamente, restano open source e diventano virali. 

a cura di Donata Columbro

 1. SunSaluter: il progetto SunSaluter low-cost implementato dalla 19enne Eden Full, indicata da Mashable come una dei giovani imprenditori sociali da ‘tenere d’occhio’ per il prossimo anno, è un pannello solare rotante costruito con bamboo e metalli riciclati che cattura i raggi del sole e li converte in energia, ruotando a seconda degli spostamenti della Terra e dunque delle inclinazioni dei raggi solari. Questo meccanismo incrementa l’efficienza del pannello del 40% senza dispersioni di energia. L’invenzione di Full, studentessa di ingegneria meccanica alla Princeton University, è stata impiegata in un villaggio del Kenya, Mpala ed è in corso di sperimentazione in altri paesi. Nel sito internet Sunsaluter.com sarà presto disponibile il prototipo per diffondere la tecnologia impiegata secondo un modello open source e partecipativo.

 2. Journey of Action: questo progetto è un viaggio realizzato da due fratelli, Ryan e Kassidy Brown, per esplorare il mondo del volontariato. Laureati in giornalismo, hanno deciso di filmare il loro itinerario tappa per tappa alla scoperta del coinvolgimento della ‘generaizone y’ nelle buone causee. “Crediamo che la nostra generazione sia consapevole delle sfide ambientali e sociali a livello locale e globale, ma non ha abbastanza strumenti per affrontarle. Allo stesso modo molti giovani si impegnano per cambiare la realtà delle cose ma non ricevono molta attenzione dai media. Per questo la nostra missione è di intrattenere, educare e ispirare la nostra generazione attraverso piccoli video che portano alla luce esperienze di attivismo sociale”. I mini-documentari di Ryan e Kassidy sono visibili sul sito internet JourneyofAction.com e i due registi non chiedono altro che la loro diffusione virale attraverso i social network.

3. One Kilogram Project: con lo slogan “un chilo in più nel tuo zaino”, il progetto mira a migliorare la qualità della vita e aumentare il tasso di alfabetizzazione tra i minori delle zone più povere della Cina. Il progetto è stato ideato da un gruppo di giovani con grande esperienza come volontari e viaggiatori. L’idea che sta dietro “One Kilogram Project” è semplice: i viaggiatori che lo desiderano possono riservare un chilo del loro bagaglio a beni e prodotti utili per i bambini delle zone rurali della Cina. Si partecipa preparando un chilo di libri o materiale di cancelleria da inserire nello zaino. Si comunica l’itinerario del proprio viaggio sul sito http://www.1kg.cn e si convidide l’esperienza con altri viaggiatori e volontari. Il progetto è stato segnalato dalla Columbia University tra le ong cinesi che usano il web 2.0 per produrre cambiamenti nella società: One Kilogram Project è anche un blog, un account Flickr dove condividere le foto, un servizio di mappatura dove vengono segnalati i luoghi visitati dai viaggiatori, una lista di libri utili ai bambini cinesi ed è collegato al Twin Books Project, che invita i benestanti del paese a raddoppiare la spesa per i libri dei propri figli a favore dei bambini più poveri.

4. The Ethnos Project: è un blog che diffonde informazioni e campagne sulle tecnologie della comunicazione e dell’informazione (ICT) e sul modo in cui queste sono usate per produrre cambiamento sociale, sostenere e stimolare le tradizioni indigene in via d’estinzione nel mondo, migliorare la qualità della vita delle persone in termini culturali. Il sito offre un database molto ricco di progetti, risorse, pubblicazioni e organizzazioni che lavorano a favore dei popoli indigeni e della cultura indigena nel mondo. Tutte le segnalazioni devono rispettare le regole della partecipazione, della sostenibilità, dell’attenzione e del rispetto alle tradizioni indigene. 

5. WikiAfrica: l’unico progetto italiano che abbiamo deciso di segnalare in questa sorta di classifica si chiama WikiAfrica e ha l’obiettivo di  “contribuire a aumentare e migliorare le informazioni sull’Africa disponibili online”. WikiAfrica è integrato con Wikipedia e i progetti Wikimedia, considerati “come un’agorà estesa e internazionale, capace di dare maggior voce e visibilità all’Africa”.  WikiAfrica fa parte di Share Your Knowledge, un progetto promosso da Lettera27 che valorizza i contenuti di istituzioni culturali attraverso Creative Commons e Wikipedia.

Questi cinque saranno invece approfonditi sul prossimo numero *speciale* di VpS dedicato proprio alla cooperazione 2.0. Ve li nominiamo per darvi un assaggio di cosa vi aspetta tra gennaio e febbraio!

6. A Liter Of Light: come illuminare le baraccopoli filippine con una bottiglia di soda, acqua e candeggina.

7. Samasource: una start-up che dà lavoro ai giovani nel Sud del mondo attraverso internet

8. Opensource ecology: è un progetto di Marcin Jakubowki, agricoltore e tecnologo, che applica il concetto di open source alla vita di tutti i giorni.

9. Urbanforestmap.org: un progetto in crowdsourcing che coinvolge i cittadini di San Francisco nella mappatura di tutti gli alberi presenti in città

10. CharityWater: una ong che ha l’obiettivo di portare l’acqua potabile nelle zone più povere del mondo. Charity Water raccoglie il 70% dei fondi attraverso internet.

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