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I dati rappresentano un fattore chiave di successo che influenza la qualità delle decisioni strategiche.

L’impatto dei dati sul processo decisionale non è necessariamente legato alla loro natura volumetrica, ma alla qualità con la quale vengono raccolti, aggregati e condivisi all’interno dell’organizzazione.

Nella cooperazione, possono essere individuati due grandi filoni in cui applicare strumenti e tecniche di data analysis: business intelligence e mapping.

Riguardo al primo ambito (management) è sempre più evidente quanto, a seguito di una fase di raccolta di dati, gli strumenti di business intelligence permettono la lettura e l’analisi dei KPI fondamentali in un’organizzazione, dai dati di budget a quelli del fundraising, dalle attività in essere alla qualità della relazione con volontari e stakeholder. In questo scenario, sono particolarmente utili strumenti semplici – free e open source – di raccolta dati sul terreno come Kobo Toolbox o Open Data Kit, mentre risulta di particolare rilevanza per l’analisi dei dati raccolti Power BI, lo strumento di Business Intelligence di Microsoft.

Riguardo al secondo ambito (mapping), è importante notare che nelle attività legate ai progetti di cooperazione molte delle informazioni che si cercano o che si vogliono produrre, hanno carattere spaziale, ovvero sono collegate a una determinata area geografica. Ancora oggi molti credono che lavorare con i Sistemi di Informazione Geografica (GIS) implichi un aumento forte delle linee di budget progettuali. Se è vero che negli anni ’90, accedere a dati geografici ed immagini satellitari comportava un notevole sforzo economico, questo non è più vero oggi. Software open source e open data consentono l’accesso gratuito all’ottenimento e all’elaborazione dell’informazione spaziale nella maggioranza delle situazioni. Inoltre, strumenti di facile utilizzo come Open Street Map – free e open source – basato sullo stile di Wikipedia, hanno ampliato le possibilità per i “non tecnici”. Open Street Map in particolare è oggi sempre più adottato dagli operatori della cooperazione internazionale, soprattutto durante gli interventi di emergenza, come accaduto durante il terremoto di Haiti del gennaio 2010 e in Nepal nel 2015.

Il percorso “Data management e mapping per la cooperazione internazionale” mira a fornire ai partecipanti una formazione base sui principi e gli strumenti di raccolta, analisi e visualizzazione dati, mettendoli in grado di fare scelte “data driven”, analisi predittive semplici e di utilizzare diversi strumenti di mappatura a supporto della realizzazione dei progetti di cooperazione, con una particolare focalizzazione su tool disponibili per le organizzazioni non profit in modalità gratuita e/o open source.

Il percorso si articola in 4 moduli:

  1. Principi e strumenti di raccolta e analisi dati.
  2. Dal data modeling al data visualization con Power BI.
  3. I GIS open source per la cooperazione allo sviluppo.
  4. Mapping umanitario con Open Street Map.

I moduli permettono di avere un quadro di conoscenze/competenze coerente per l’applicazione nei programmi di sviluppo e nelle attività complessive delle organizzazioni. Tuttavia ogni singolo modulo è potenzialmente autonomo e la struttura modulare permette ai potenziali utenti di scegliere anche solo una parte specifica del percorso. La struttura modulare inoltre permette a personale già impiegato all’interno di organizzazioni e già in possesso di competenze in alcuni di questi ambiti, di integrare o approfondire singole competenze.

Moduli formativi