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Rivoluzione Digitale e Sviluppo Sostenibile: l’ebook

Cosa si intende per Rivoluzione Digitale e quali sono gli impatti sulla nostra vita quotidiana e sulle dinamiche di sviluppo globale? L’evoluzione rapidissima delle tecnologie digitali sostiene o ostacola il raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile fissati dalle Nazioni Unite per il 2030?  Ma soprattutto: siamo pronti ad affrontare i cambiamenti epocali del prossimo futuro? A queste e a molte altre domande cerca di dare risposta il nuovo ebook curato da Ong 2.0, realizzato grazie al progetto Digital Transformation per lo Sviluppo Sostenibile e alla collaborazione con 20 partners in tutta Italia. L’ebook è suddiviso in due sezioni distinte; la prima dedicata ad approfondire la conoscenza del fenomeno e delle sue implicazioni sociali e culturali, la seconda, di taglio didattico, finalizzata a fornire metodologie e strumenti pratici per affrontare queste tematiche complesse in modo semplice e divertente in classe o con gruppi di giovani. Pubblichiamo qui di seguito l’introduzione al volume che riassume i temi e le sfide contenute nelle 120 pagine multimediali.

di Silvia Pochettino

Stiamo vivendo un’epoca di trasformazioni radicali. La tecnologia digitale impatta su tutti gli ambiti della nostra vita e sta costruendo un nuovo modo non solo di affrontare le sfide dello sviluppo sostenibile, tra cui in primis il lavoro, l’educazione, la formazione, ma anche il modo di relazionarci, divertirci, socializzare, in una parola il nostro modo di pensare il mondo.

L’evoluzione rapidissima delle tecnologie esponenziali, come l’intelligenza artificiale affrontata ampiamente nel secondo capitolo dell’ebook (ma anche la genetica, la robotica e altre) stanno cambiando in qualche modo la stessa concezione di umanità. “Siamo cyborg da molto tempo e stiamo migliorando continuamente sosteneva già anni fa Jürgen Schmidhuber, uno dei massimi esperti di intelligenza artificiale. D’altra parte lo smartphone a cui siamo inscindibilmente legati ormai da anni è uno straordinario  potenziamento, seppur esterno, delle nostre facoltà e della nostra capacità di conoscenza. Molto probabilmente e in breve tempo questo potenziamento sarà interno al nostro corpo attraverso protesi o chip neuronali, così come già succede oggi nei casi di disabilità, malattie o infortuni gravi. Uomini potenziati, cyborg, robot intelligenti popoleranno le nostre strade nel prossimo futuro in una “multiculturalità” e “multietnicità” ben più radicale di quella di cui siamo abituati a discutere oggi.

Uomini potenziati, cyborg, robot intelligenti popoleranno le nostre strade nel prossimo futuro in una “multiculturalità” e “multietnicità” ben più radicale di quella di cui siamo abituati a discutere oggi.

È per questo che diventa sempre più urgente acquisire nuove capacità di comprensione e competenze trasversali che ci permettano di affrontare il prossimo futuro con i giusti presupposti. Come ben chiarito nel primo capitolo di questo ebook la grande maggioranza dei lavori subirà cambiamenti profondi legati all’utilizzo di tecnologie di digitalizzazione e lo stesso avverrà per quanto riguarda le discipline, i contenuti e le modalità dell’educazione e della formazione. In larga misura però non si tratterà di introdurre materie nuove, quanto di rivisitare quelle esistenti per esaltarne il contributo che possono dare alla comprensione dei fenomeni digitali e, soprattutto, favorire lo sviluppo delle competenze legate alla trasformazione del nostro modo di essere cittadini e lavoratori, possibilmente consapevoli.

Ma si tratta anche di essere in grado di fare già oggi scelte politiche ed etiche che orientino la tecnologia stessa e di conseguenza il mondo che questa determinerà.

Perché la tecnologia non è affatto neutra, come ben spiegato nel terzo capitolo dedicato all’innovazione sociale digitale, ma porta in sé, in modo intrinseco, le finalità e gli obiettivi strategici di chi l’ha studiata e sviluppata, diventando un potenziatore straordinario di quelle finalità. La tecnologia da sola non è soluzione, ma può facilitare enormemente il raggiungimento delle soluzioni ai problemi individuati. Il vero punto è: ci poniamo i problemi giusti? Come definiamo le priorità? Queste straordinarie potenzialità tecnologiche sono al servizio di un mondo più equo, dove tutti potranno vivere meglio oppure potenzieranno le disparità già esistenti, relegando una grande parte di umanità a una marginalità irrecuperabile?

Un esempio di possibile uso militare dell’intelligenza artificiale, riportato nell’ebook, che ha portato alla mobilitazione di una campagna internazionale

Guarda il video della campagna

Per questo e molti altri motivi il legame tra Digital Transformation e Obiettivi di Sviluppo Sostenibile deve diventare un tema centrale del dibattito presente e futuro, e anche un tema centrale dell’educazione delle nuove generazioni.

La seconda sezione del volume ci porta proprio laddove le tecnologie digitali incontrano l’ambito educativo e formativo. Lo sviluppo delle tecnologie digitali ha creato nuove opportunità di relazione e di apprendimento. In primo luogo, ha facilitato lo scambio delle informazioni e l’accesso alla conoscenza, che oggi avviene in modi impensabili fino a non molto tempo fa. Allo stesso tempo però solleva molte domande su concetti e valori fondamentali per partecipare in modo efficace al mondo contemporaneo e per progredire verso il raggiungimento degli obiettivi dell’Agenda 2030.
Per questo l’ebook raccoglie trenta pagine di schede didattiche, correlate di indicazioni pratiche su metodologie e strumenti che possono essere utilizzati in classe per affrontare questi temi, aiutando a sviluppare consapevolezze sulle potenzialità e i rischi della digitalizzazione.

Dalla questione di genere affrontata attraverso percorsi di realtà immersiva, al fenomeno migratorio sviscerato partendo da test online per evidenziare gli stereotipi per poi mappare i percorsi reali dei migranti, fino alle tecniche di autodifesa digitale codificate nell’arte marziale Zanzish Tech

Questo ebook, risultato di 18 mesi di lavoro del progetto Digital Transformation per lo Sviluppo Sostenibile, finanziato dall’Agenzia Italia di Cooperazione allo sviluppo e promosso dall’ong CISV insieme a 20 partners su tutto il territorio nazionale, vuole dare un piccolo contributo in questo senso, unendo materiali di approfondimento per facilitare la comprensione del fenomeno con spunti didattici e operativi per affrontare queste questioni complesse in classe e con gruppi di giovani. 

E’ solo l’inizio di un percorso che ci pone davanti sfide enormi, inquietanti o elettrizzanti, dipende dai punti di vista, ma comunque a cui non possiamo sottrarci.

Uguaglianza di genere e tecnologia: le audio storie indiane

Nello Stato del Rajastan, in India, nasce un progetto sociale rivolto agli adolescenti indiani che utilizza delle audio storie, accessibili anche da telefono cellulare, per parlare di uguaglianza di genere ed educazione sessuale.

di Erica Rossi

E’ nato in India un progetto sociale chiamato Kishor Varta, che in Hindi significa “Discussioni per adolescenti”. Si tratta di uno strumento digitale che prevede l’utilizzo di audio storie legate ai temi dell’uguaglianza di genere e dell’educazione sessuale, argomenti che ancora oggi in India rappresentano un tabù.

Il progetto utilizza una piattaforma digitale con un sistema di risposta vocale interattivo, consentendo ai ragazzi di chiamare un numero verde, gratuito, ascoltare le storie a disposizione ponendo domande e condividendo la propria esperienza. Le risposte alle domande poste vengono poi inviate tramite SMS.

Kishor Varta è stato lanciato in 250 villaggi in Bundi, distretto del Rajasthan, lo Stato indiano con il più grande gender gap tra i giovani e il secondo più alto numero di casi di violenze domestiche e sessuali.

Come spiega Al Jazeera in un articolo sull’argomento, il linguaggio delle audio storie è semplice, comprensibile e molto vicino a quello parlato dagli adolescenti. L’obiettivo è infatti quello di avvicinare i giovani a temi riguardanti l’educazione sessuale e l’uguaglianza di genere, e di porre le basi per un’apertura educativa tra adulti e ragazzi su queste questioni, difficilmente affrontate nel rapporto genitori-figli.

A metà storia, gli ascoltatori sono invitati a rispondere a delle domande a scelta multipla. Dopo aver risposto, viene comunicato se le risposte sono corrette o meno. In questo modo i ragazzi possono riflettere su quanto ascoltato prima di progredire con il resto della trama. L’uso dei telefoni cellulari inoltre garantisce la privacy, incoraggiando così i ragazzi ad effettuare la telefonata. Ogni giorno chiamano circa 1000 ragazzini.

Nei villaggi Kishor Varta viene diffuso soprattutto nei circoli giovanili, cui membri hanno tra i 15 e i 25 anni. Un leader della comunità, scelto tra gli adolescenti in età più avanzata, agisce come mentore e consigliere tra i suoi coetanei facendo da mediatore tra adulti e ragazzi. Kishor Varta è stata introdotto anche nelle classi superiori in Bundi grazie ad una ONG locale, che tratta gli stessi argomenti, che si occupa di proporre dei momenti di formazione nelle classi.

 

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Fonte: http://www.chsj.org/

 

Secondo un sondaggio compiuto dalla Thomson Reuters l’India è il quarto Paese più pericoloso al mondo per le donne. Ancora oggi un importante strato della popolazione femminile indiana continua a vivere in una condizione di discriminazione e di inferiorità rispetto agli uomini.

Il matrimonio forzato poi per le bambine e ragazze è una tradizione molto diffusa seguita ancora oggi. Anche se è stato messo fuorilegge dal 1860 dagli inglesi, è ancora una pratica effettiva ed in certe regioni comunemente utilizzata. Secondo l’UNICEF infatti, il 47% delle giovani donne tra i 20-24 anni si sono sposate prima d’aver raggiunto l’età legale dei 18 anni e nelle zone rurali sale al 56%.

Le storie raccontate da Kishor Varta cercano di affrontare questo problema e quello dell’uguaglianza di genere, incoraggiando bambine e adolescenti a proseguire gli studi. Ma uno degli ostacoli più grossi è quello del divario della tecnologia, che pare essere molto elevato. Uno studio condotto dalla GSMA, associazione di telefonia, rivela che tra i giovani i ragazzi possiedono una SIM telefonica il 25% in più rispetto alle ragazze. La maggior parte delle ragazze non possiede un telefono cellulare e, se lo hanno, possono utilizzarlo sotto stretto controllo da parte dei fratelli o dei loro padri.

 

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Fonte: http://www.aljazeera.com/

 

Dopo che il numero verde messo del progetto è stato lanciato, il numero di chiamate è saluto nel marzo 2016 in maniera vertiginosa, così tanto che CHSJ è stato costretto a bloccarlo poichè il servizio non era in grado di supportare i costi elevati di mantenimento. si è dovuta così cercare un’alternativa, come la diffusione delle storie via Bluetooth.

Ma nel novembre 2016 il ha vinto il “Mobile per good Award” della Fondazione Vodafone per la categoria dello sviluppo inclusivo. CHSJ ha ricevuto una sovvenzione pari a 22.500 dollari, permettendo così al progetto mobile di continuare per un altro anno.