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Sharing economy e disastri naturali. Airbnb e Open street map per l’alluvione in Liguria

Airbnb, community online creata sulla base del principio di sharing economy, si è attivata per aiutare gli sfollati dell’alluvione di Genova, offrendo alloggi gratuiti.

di Francesca Consogno


Nata nel 2008 come sito dove offrire e cercare alloggio per le vacanze, dal 2012 ha lanciato l’idea Risposta ai Disastri, iniziativa a sostegno di tutti gli sfollati causati dall’uragano Sandy. Da quel momento gli host, utenti che offrono il loro alloggio, hanno aperto le porte di casa propria a tutti coloro che erano stati colpiti da disastri naturali. E adesso tocca all’Italia.

Alluvione di Genova

“Nera che porta via, che porta via la via, nera che non si vedeva da una vita intera così dolcenera”. Dal 1970, quando De André scrisse questa canzone, ne sono passati di anni, ma nella notte tra il 9 e il 10 ottobre, Genova è stata di nuovo messa in ginocchio, tradita dall’acqua dei suoi torrenti e del suo mare, che non ha saputo accoglierla a causa della superficialità dell’uomo, che ne ha ricoperto interamente la foce.
L’economia della città è a terra, 10mila posti di lavoro sono stati spazzati dalla piena del fiume, secondo le stime di Confesercenti e Ascom collimano. Senza contare il numero di sfollati.
Airbnb ha creato tempestivamente una sezione, all’interno del sito italiano, dedicata all’emergenza a Genova, Liguria Floods, già alcuni host hanno pubblicato annunci per offrire gratuitamente alloggio a chi ne avesse bisogno, sia nel capoluogo ligure che nel resto della regione.

La solidarietà mappata

Un altro strumento sfruttato per far fronte all’emergenza alluvione è OpenStreetMap, community web di mappatori che attraverso il Gps e altri strumenti, creano mappe online con lo scopo principale di controllare la situazione nelle città, strade, ferrovie, parchi e tanto altro, accessibile a tutti gli utenti, anche non registrati.
Per l’alluvione di Genova, è stato creato il portale #AngeliDelFango che utilizza le fotografie pubblicate su Instagram dai volontari per monitorare sia il loro lavoro che la situazione nei luoghi più a rischio. A corredo delle immagini, si possono aggiungere hashtag o brevi descrizioni: Le immagini non rendono l’idea della devastazione. La furia dell’acqua che arriva in pieno centro e distrugge tutto ciò che trova. Negozi e palazzi sventrati, auto accartocciate. Il lavoro di anni e mesi completamente distrutto. Le cosiddette “istituzioni” completamente assenti, ancora una volta, e quasi risentite. Gli #angelidelfango sono – siamo – il vero esercito di salvezza, ancora una volta”, è quello che scrive @la_ali riguardo al fango che ha travolto la centrale via Venti settembre all’altezza del Mercato Orientale, distrutto dalla furia dell’acqua.

Genova resiste, con i suoi giovani, la pala in una mano e lo smartphone nell’altra, e si rialza in piedi Superba come è sempre stata.